Giovedì, 08 Giugno 2017 19:49

box auto e divorzio: non segue l'abitazione coniugale

In caso di divorzio, la casa identificata come abitazione coniugale viene spesso assegnata dal giudice alla ex moglie, mentre il proprietario è l'ex marito. Non è in discussione, ovviamente, la decisione del giudice sull'opportunità che uno dei due occupi a titolo gratuito l'abitazione di proprietà dell'altro, ma in tali casi ottiene anche il medesimo titolo per il relativo box auto?

Torniamo dopo questo articolo a parlare di divorzi e di economie post coniugali.

Gli scenari relativi alla assegnazione della casa abitata da una coppia, ora in regime di divorzio, presentano ogni giorno nuove interpretazioni e colpi di scena. Il punto controverso, spesso, è relativo alla natura ambivalente dell'abitazione: contemporaneamente è visibile come focolare domestico ma anche come variabile economica. Insomma, necessità di sopravvivenza e bene immobile. Tutto compreso?

Ebbene no, il focolare domestico assegnato dal giudice ad uno dei due coniugi contro il diritto di proprietà dell'altro non include il box auto eventualmente solidale con la proprietà dell'abitazione. Ossia, le pertinenze come il box auto non costituiscono casa coniugale e quindi restano di esclusiva disponibilità del proprietario. Lo ha stabilito in modo incontrovertibile il tribunale di Palermo, sentenza n. 1433/2017.

Infatti, gli interessati purtroppo sanno che, nel processo di separazione, la casa viene tipicamente assegnata al coniuge che ha in carico la prole, assolutamente a prescindere dalle conseguenze economiche che si andranno a riflettere sul coniuge più debole. L'abitazione coniugale rappresenta infatti il luogo dove sono e restano gli affetti, e quindi dove i figli devono continuare a vivere per essere tutelati nel loro percorso di crescita. Anche se maggiorenni.

Il caso in questione, andiamo nello specifico, esaminato dal tribunale di Palermo, ha stabilito che nella causa di divorzio alla moglie fosse assegnata la casa  - che era di proprietà esclusiva del marito - proprio perché le figlie, ancorché maggiorenni e già iscritte all’università, non erano risultate ancora autosufficienti economicamente. E, perciò, si erano dimostrate ancora dipendenti dalla madre. Fin qui tutto nella norma di come vanno queste cose.

Ed ecco la novità: alla richiesta di utilizzo del box auto da parte della ex moglie, i giudici si sono espressi negativamente in quanto non hanno ritenuto il box parte dell'immobile associabile al concetto di casa coniugale. Più precisamente, i giudici hanno fatto riferimento ad una disposizione precedente della Cassazione, la n. 29468/11, in cui si escludeva che il garage potesse essere compreso nell’assegnazione della casa coniugale, a meno di dimostrare la sua destinazione a servizio dell’abitazione da parte della persona assegnataria della casa.

Spieghiamo meglio il concetto appena introdotto: se il box auto si trova all’interno di un complesso condominiale e non rappresenta una pertinenza di servizio - ciò sarebbe il caso, ad esempio, di un box che si trovasse all’interno del giardino recintato della casa, e quindi il suo utilizzo implicherebbe l’accesso diretto alla proprietà - allora esso deve restare nella unica ed esclusiva disponibilità del proprietario.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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