Giovedì, 17 Novembre 2016 12:00

bonus ristrutturazioni e bonus mobili: arriva la proroga per il 2017

Nella legge di bilancio recentemente licenziata, oltre alle attese novità di ecobonus e sismabonus, compare anche la attesissima proroga per le detrazioni fiscali relative alle ristrutturazioni edilizie ed all'acquisto di mobili, grandi elettrodomestici e apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica - i cosiddetti bonus ristrutturazioni e bonus mobili.

Abbiamo già accennato in questo articolo ai vantaggi fiscali per la casa. Vediamo le prospettive per il prossimo anno.

Iniziamo con il bonus ristrutturazioni.

Come per il 2016, è ancora valido il bonus del 50 percento per i lavori effettuati entro il 31 dicembre 2017. Vediamo però le regole: di massima, beninteso, rimangono inalterate le modalità di fruizione, il tetto ed i requisiti d'accesso finora validi. Attenzione però a come si correlano le due annualità, 2016 e 2017.

Riassumiamo, prima di tutto: fino alla fine del 2017, i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione edilizia possono beneficiare di una detrazione del 50 percento delle spese sostenute, da ripartirsi in dieci rate annuali di uguale importo, fino al raggiungimento di una soglia massima di 96 mila euro. Poi, dal 2018, a meno di nuovo rinnovo che il beneficio scenderà al 36 percento.

Detto ciò, chi sono i beneficiari della detrazione IRPEF?

Un po' tutti: i proprietari dell'immobile in cui sono effettuati gli interventi di ristrutturazione, i conduttori dell'immobile, i nudi proprietari, gli usufruttuari, i comodatari ed i familiari conviventi - questi ultimi a condizione che sostengano le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture.

E gli interventi di ristrutturazione cosa riguardano?

- spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, opere di restauro e risanamento conservativo e lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze

- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali

- lavori necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se questi lavori non rientrano nelle categorie indicate nei precedenti punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza

- spese relative alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune

- costi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi - ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all'abitazione

- costi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap gravi La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

- spese sostenute per la bonifica dall'amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici, ma non l’acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza. Soggetti a detrazione sono invece i costi di riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili, l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano

- spese relative all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi

- spese relative alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne.

E non è finita qui: si detraggono non solo le spese necessarie per l'esecuzione dei lavori ma anche:

- spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse

- spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento

- spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del decreto ministeriale 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme UNICIG per gli impianti a metano (legge 1083/71)

- spese per l'acquisto dei materiali

- compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti

- spese per l'effettuazione di perizie e sopralluoghi

- imposta sul valore aggiunto, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori

- oneri di urbanizzazione

- altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

Invece, sono considerati interventi di ristrutturazione ai fini dell'agevolazione fiscale in parola gli interventi di manutenzione ordinaria solo se inerenti le parti comuni - e non il solo proprio appartamento. Ovviamente, la detrazione va ripartita ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

Chiuso il discorso del bonus ristrutturazioni, passiamo al bonus mobili.

Anche in questo caso, è prorogato per un anno anche il bonus mobili, ossia fino al 31 dicembre 2017. In dettaglio, i contribuenti che fino alla suddetta data effettueranno lavori in casa, acquistando per la stessa unità abitativa mobili ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) e apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica potranno usufruire della stessa detrazione fiscale del 50 percento.

Ancora, la detrazione andrà suddivisa in dieci quote annuali di stesso importo, mentre il tetto massimo complessivo di spesa non dovrà superare 10.000 euro. In pratica, gli stessi contribuenti che detraggono la metà del tetto massimo (ossia spendono 96.000 euro e se ne vedono restituiti in dieci anni 48.000) potranno analogamente detrarre la metà del tetto massimo per mobili ed elettrodomestici. In totale, spendono fino a 106 mila euro per ristrutturare l'immobile (lavori, mobili ed elettrodomestici) ed ogni anno per dieci anni se ne vedono restituire dal fisco 5.300.

Attenzione: passando dal 2016 al 2017 non è però possibile ottenere beneficio doppio, ossia godere due volte del bonus mobili: la somma di quanto detraibile per le spese 2016 e quelle 2017 deve comunque fare 10 mila. Lo dice esplicitamente l'articolo 2 comma 4 della legge di bilancio: "La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gli interventi effettuati nel 2016 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2017, al netto delle spese sostenute nell'anno 2016 per le quali si è fruito della detrazione. Le spese di cui al presente comma sono computate, ai fini della fruizione della detrazione d'imposta, indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni di cui al comma 1".

Tutto chiaro? Facciamo un esempio: il contribuente ha fruito nel 2016 del bonus mobili per un importo di 6 mila euro. Poi, nel 2017, vuole acquistare altri mobili e quindi accedere alla stessa detrazione. Lo può fare, ma per una spesa massima pari a 10 mila meno 6 mila, ossia 4 mila euro. Tutto il resto non sarà detraibile.

Altra domanda: che beni si possono acquistare per accedere ala detrazione? Parecchie categorie merceologiche: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. Sono invece esclusi dalla detrazione i seguenti beni: porte, pavimentazioni (ad esempio il parquet o le piastrelle), tende e tendaggi ed ogni altro complemento d'arredo.

Abbiamo parlato anche di elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Inoltre, in tale lista si includono anche la cappa della cucina (come elettrodomestico) ed il piano di cottura (come mobile). Sono invece chiaramente esclusi i piccoli elettrodomestici, come televisori, robot da cucina, ferri da stiro, computer fissi, lampade, tappeti e via dicendo.

Ulteriore notizia: tra le spese detraibili si possono includere anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati - mobili o elettrodomestici che siano.

 

FONTE: http://it.ibtimes.com/

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