Domenica, 12 Giugno 2016 17:03

bonus cervelli estero: a rischio di restituzione come il bonus 80 euro?

Dopo la pessima esperienza di chi ha dovuto restituire gli 80 euro del bonus tanto sbandierato da Renzi, vediamo se il bonus c.d. per il rientro dei cervelli fuggiti all'estero corre analogo rischio.

Il punto fermo da sapere è il seguente: i requisiti per aver diritto al bonus non devono essere validi solo al momento della domanda, ma anche per tutto il periodo di erogazione di tale beneficio, altrimenti lo perdiamo o peggio ancora dobbiamo restituirlo. Ecco quindi come fare per mantenere il diritto ed evitare lo stesso amaro destino occorso agli 80 euro del bonus IRPEF di Renzi: restituzione, sanzione ed interessi.

Oltretutto, nel frattempo il Ministero dell'Economia e Finanze (MEF) ha chiarito che non è possibile cumulare l’agevolazione in questione con gli altri incentivi per il rientro in Italia dei ricercatori trasferiti all’estero, tipo il bonus fiscale previsto dal dlgs 147/2015 chiamato “decreto internazionalizzazione”, secondo il quale il reddito di lavoro dipendente prodotto nel territorio dello Stato da lavoratori altamente qualificati, che trasferiscono la residenza in Italia concorre alla formazione della base imponibile in misura del 70%.

Vediamo quindi i requisiti per il bonus a favore dei rimpatriati:

- il lavoratore non deve aver risieduto in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti il trasferimento, e deve rimanere nel Paese per almeno due anni dopo il rientro;

- l’attività lavorativa si deve svolgere presso un’impresa residente nel territorio dello Stato, secondo un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la stessa impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;

- l’attività lavorativa va prestata in Italia per un periodo minimo di 183 giorni nell’arco di ciascun periodo d’imposta;
- il lavoratore deve svolgere funzioni direttive e/o essere altamente specializzato e qualificato.

Ancora, possono beneficiare degli stessi sconti i cittadini dell’Unione europea laureati che hanno svolto un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa o che hanno studiato per conseguire il titolo o una specializzazione post lauream, all’estero, senza soluzione di continuità quantomeno negli ultimi ventiquattro mesi.

In finale, coloro che non mantengono tali requisiti rischiano di essere chiamati alla restituzione del bonus indebitamente - diciamo - percepito.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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