Martedì, 31 Ottobre 2017 16:25

bonus 80 euro: come funziona per il 2018

Ricordate il bonus fiscale da 80 euro, ideato proprio in periodo elettorale dall'allora primo ministro Renzi? Ci domandiamo come cambierà per il 2018. Considerato che ci aspetta un nuovo periodo elettorale.

Ricorderete cosa dicemmo a suo tempo del bonus Renzi in questo articolo, a proposito delle Forze Armate.

Un breve sunto: il cosiddetto 'bonus Renzi da 80 euro' è stato introdotto con la legge di stabilità 2015, il D.L. 66/2014, che poi è diventato una misura strutturale - ossia, implicitamente confermata di anno in anno - per tutti i lavoratori dipendenti e assimilati.

E' un credito IRPEF erogato in busta paga dal datore di lavoro, in base all'effettivo periodo di lavoro. E' legato al reddito, e, finora, ne hanno diritto i lavoratori con reddito fino a 26 mila euro. Ne sono invece esclusi i lavoratori con redditi complessivi inferiori agli 8 mila euro - i cosiddetti 'incapienti d’imposta' - in quanto per essi le detrazioni per lavoro dipendente sono superiori o pari all’IRPEF lorda dovuta.

E arriviamo alle novità. In breve, per il 2018 - considerato che ci aspettano nuove elezioni - il bonus torna vivo e vegeto, anzi meglio: cambiano in senso migliorativo i limiti di reddito per beneficiare dell’agevolazione, in pratica dal prossimo 1 gennaio 2018 potrà beneficiarne un numero più ampio di dipendenti statali e di aziende private. I quali, magari, al momento del voto si ricorderanno di chi ha gettato loro questo piccolo ma succoso 'osso'.

Il tutto è racchiuso nel testo definitivo della legge di bilancio 2018, così come trasmesso al Senato e quindi in discussione a partire da oggi 31 ottobre. Ossia, vengono introdotti articoli appositi per evitare la revoca del beneficio in questione a favore dei dipendenti statali, e l'estensione dello stesso a tutti i lavoratori - anche ai dipendenti del settore privato - con l’ampliamento della platea di beneficiari del bonus IRPEF di 80 euro in busta paga.

Vediamo in dettaglio di che si tratta. Come detto, riferendoci al testo della legge di bilancio oggi in esame al Senato, dal 1 gennaio 2018 potranno beneficiare del bonus Renzi:

- in misura piena, i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato con redditi fino a 24.600 euro;

- in misura parziale e proporzionata al proprio reddito, i lavoratori dipendenti statali e privati fino a 26.600.

In sostanza, quindi, ciò consente di beneficiare del credito IRPEF riconosciuto automaticamente in busta paga ad una platea maggiore di lavoratori dipendenti, pubblici e privati: il limite di reddito viene infatti aumentato di ben 600 euro, sia per chi gode della misura piena che per chi invece ne gode solo in misura parziale e proporzionata sulla base del reddito conseguito.

E non affatto poco: come noto, questa misura salva il godimento del bonus Renzi da 80 euro per tutti i dipendenti statali che, con il rinnovo del contratto - ossia, l'aumento - rischiavano di scalare oltre la soglia minima per usufruire del bonus, e quindi, ironia della sorte, rischiavano di vedere aumentato di qualcosina lo stipendio ma di perdere l'agognato 'gettone renziano' - caso per caso, poi, bisognava vedere se al netto di tutto uno ci guadagnava o addirittura ci rimetteva.

Il motivo della misura era infatti proprio quello: con la querelle avviata ormai alla fine dello scorso anno, occorreva una soluzione per far sì che l’aumento medio di 85 euro sugli stipendi non si rivelasse nullo per via della contestuale perdita del diritto agli ottanta euro.

E' bene comunque ricordare che è una legge ancora in esame, ma pare che non si preveda incontrerà in Senato particolari ostacoli. Resta però ferma la regola che, una volta superato il limite di reddito di 26.600 euro (il limite per la misura parziale), il diritto al bonus Renzi verrà evidentemente meno.

Ancora, come già in vigore attualmente, anche nel 2018 non avranno diritto a beneficiare del credito IRPEF i lavoratori con redditi non tassati - perché evidentemente non hanno capacità fiscale, come tutti i casi summenzionati in cui il reddito è inferiore a 8.000 euro.

Per concludere, una semplice tabella:

- reddito inferiore a 8 mila euro: nessun bonus Renzi (zero euro)

- reddito compreso tra 8 mila euro e 24 mila euro: bonus di 960 euro all’anno (80 euro al mese)

- reddito tra i 24 mila e i 26 mila euro: (26.000 - reddito) / 2000 x 960.

Facciamo un esempio per il terzo caso: il nostro reddito complessivo è si 25.000 euro. Quindi il bonus spettante in misura parziale è pari a (26.000 - 25.000) / 2000 x 960 = 480 euro l'anno ( 40 euro al mese), ossia la metà della misura completa.

Come già successo l'anno scorso, nel caso in cui - in sede di dichiarazione dei redditi - i lavoratori dipendenti statali e del settore privato dovessero superare le soglie di reddito previsto la legge, sarebbe prevista la restituzione completa del bonus Renzi di 80 euro precedentemente - ed indebitamente - percepito.

 

FONTE: http://www.informazionefiscale.it

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