Venerdì, 08 Giugno 2018 12:00

il bollo auto va in Europa

Una delle tasse meno amate ai cittadini italiani ora va in Europa: passa da tributo regionale a tassa europea. vediamo cosa cambia per le tasche del cittadino.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di tasse e tributi: il bollo auto.

Siamo sempre più in Europa, e ma mano lo diventano anche le tasse ed i tributi a suo tempo a mero carattere regionale. Come il bollo auto, bollo veicoli in generale. Vediamo allora come varia l'importo della tassa e soprattutto se, sotto determinate condizioni, si riesce a pagare meno.

Al momento è una proposta: la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo chiede a gran voce di far transitare in Europa la competenza del bollo auto per i Paesi membri. Tanto per mettere una data, verosimilmente la novità potrebbe diventare esecutiva dal 2026, tra otto anni dunque. Tanto occorre per l'iter formale: la proposta della commissione deve passare al vaglio del Consiglio Europeo, che a sua volta ne chiede il via libera ai 27 Stati membri. Evidentemente, prima di tutto l'approvazione nella nuova norma riguarderebbe in priorità i veicoli pesanti, che potrebbero pagare il bollo in forma europea già dal 2023, magari per i furgoni che superano le 2,4 tonnellate di peso.

Ma veniamo alla domanda principale: chi pagherà di meno e chi di più, e globalmente che impatti vedrà il cittadino. Chiariamolo subito: la tassa non verrebbe più calcolata in base alla potenza del motore - in KiloWatt, come si usa oggi - ma in base ai chilometri percorsi. Ossia, più usi la macchina e più paghi, indipendentemente dalla potenza del motore (e, in qualche misura, dal relativo potere inquinante della vettura, quest'ultimo in qualche misura proporzionale alla potenza del motore).

Ancora, logica conseguenza di tale criterio di misura della tassa è che occorrerà usare a bordo del veicolo la scatola nera, al fine tenere sotto controllo i km percorsi - senza possibilità di truccare la misura. Ossia, le nuove auto già imbarcheranno tale dispositivo mentre quelle vecchie dovranno adeguarsi ed installarlo a parte - magari in parallelo con incentivi per rottamare le auto vecchie. Un po' come è successo a suo tempo per le cinture di sicurezza.

Il criterio, quindi, è molto semplice: più usi il veicolo, più inquini. senza se e senza ma: meno inquini, meno paghi. Ecco quindi che, sempre ragionando in modo molto semplice, meno usi il veicolo e meno carburante paghi. Ovvero, risparmi due volte, sul bollo e sul carburante. A tutto beneficio dell'ambiente.

Questo è il ragionamento semplice, diciamo quello in testa ai tecnocrati europei. Ma ci sono tante situazioni paradossali che vengono in mente. Tanto per citarne qualcuna: chi pensate che usi la propria auto e quindi faccia molti chilometri all'anno? Non certo quello con il Ferrari - la usa a malapena nei week end e per i raduni - ma il povero pendolare che, dalla provincia mal servita dai mezzi, deve usare la propria auto per raggiungere l'ufficio in centro Milano o Roma. Mentre quello con il Ferrari ha l'auto di servizio se viene da fuori o, con un appartamento in centro, arriva in ufficio a piedi o con un paio di fermate della metro. Insomma, in tali situazioni - e ce ne sono tantissime così, grazie alla disparità di servizio di trasporto pubblico - il povero pendolare pagherà un bollo maggiore dell'attuale, mentre il ricco con il Ferrari pagherà meno.

Da un lato, tutto ciò potrebbe rivelarsi un potente incentivo per l'utilizzo dei mezzi pubblici. Dall'altro, un tale nuovo criterio per la tassazione dei veicoli, in base ai chilometri percorsi e non più in base alla potenza del motore, potrebbe diversificare concretamente l'utenza tra chi vive in centro città (che pagherà meno) e chi, invece, abita in zone periferiche purtroppo non bene collegate attraverso il servizio di trasporto pubblico (che pagherà di più). D'altronde, il compito di potenziare adeguatamente la rete di trasporto locale resta sempre alle Regioni, che però saranno penalizzate dalla nuova competenza europea della tassa. Insomma, le Regioni continueranno a dover gestire i trasporti pubblici ma perderanno il gettito fin qui assicurato dal bollo auto.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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