Venerdì, 03 Novembre 2017 14:52

bollette a 28 giorni, un vantaggio o un costo in più?

Non è una battuta e neanche una provocazione. E' un dato di fatto: secondo i clienti, bolletta a 28 giorni invece che un mese equivale a costi aggiuntivi. Secondo le compagnie di telefonia mobile, invece, è un vantaggio per il cliente. A chi darà ragione il legislatore, alle lobby o al cittadino?

Riprendiamo il discorso, dopo questo articolo, sul rapporto tra gli operatori di telefonia ed i loro vessati clienti.

Sappiamo che la tariffazione delle bollette telefoniche a 28 giorni è stata oggetto di lamentele verso l'AGCOM in più occasioni, ma che - nei fatti - gli operatori di telefonia ancora non si sono adeguati: le bollette a 28 giorni non sono ancora state abolite.

Piuttosto, si attende di capire se la strada per la loro abolizione sarà un emendamento al decreto fiscale oppure un apposito codice nella legge di bilancio. Premesso che il testo all’esame del Senato, attualmente, non contiene alcun codice al riguardo, quindi quest'ultima ipotesi appare ancora tutta da esplorare.

Nel frattempo, sappiamo che le società di telefonia fissa e mobile, spesso lo stesso operatore opera in entrambi i modi) si rivolgono al Parlamento per chiedere che la fatturazione resti a 4 settimane, almeno per il comparto mobile. Il che equivale, evidentemente, a non voler rinunciare quantomeno alla fetta più ampia di mercato, ossia la maggior parte dei contratti interessati.

La barzelletta, se così vogliamo chiamarla, è che secondo le lobby della telefonia - almeno, questo vogliono far credere al Parlamento - la fatturazione a 28 giorni vogliono dire sì una fattura in più all’anno, ma a tutto vantaggio per i consumatori, nel senso di usufruire di più traffico telefonico. 

Avete capito bene: secondo le lobby, la maggior parte dei clienti ha un contratto che prevede un numero di sms, gigabyte e minuti di chiamate limitati, esauriti i quali si inizia a pagare ogni tipo di servizio a consumo. Quindi, con la fatturazione al mese, il cliente ha un mese per esaurire, e ricevere una nuova ricarica, per il traffico prepagato. L'eventualità di finire il credito prepagato e doversi pagare il servizio a consumo è quindi più alta con il rinnovo ad un mese invece che a 28 giorni - questo è intuitivo. Con la fatturazione a 28 giorni, invece, tale rischio di dover pagare di più è maggiormente scongiurato.

Peccato che questa elaboratissima congettura non convinca affatto le associazioni di consumatori, visto che, aldilà dei sempre presenti costi occulti, comunque il cliente paga 13 ricariche all'anno, e non 12. Quindi, è vero che all'anno può disporre di più giga, più sms e più minuti di chiamate. Ma è anche vero che, soprattutto sms e minuti, nessuno li ha chiesti, verosimilmente non li useranno e sicuramente li pagheranno.

Insomma, come al solito la questione sempra sempre più assumere i contorni di una truffa legalizzata ai danni del cittadino: il maggior costo, dell'ordine di una spesa annua aumentata dell’8.6 percento, nessuno l'ha mai richiesto: per decisione unilaterale delle lobby, dovremo pagare un bene che non volevamo e che magari neanche ci servirà.

 

FONTE: https://quifinanza.it

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