Giovedì, 28 Febbraio 2013 13:00

blocco degli stipendi degli statali. addio per sempre agli aumenti?

La spending review ancora da i suoi "frutti": tra le varie misure previste, il blocco degli stipendi degli statali per il biennio 2013 - 2014. Pari destino per l'indennità di vacanza contrattuale. Ecco i dettagli.

Prima di abbandonare il campo (o comunque prima delle elezioni politiche) il governo tecnico ha ben pensato all'ultimo atto della morsa contro gli stipendi dei dipendenti pubblici: il blocco degli stipendi e delle vacanze contrattuali anche per l'anno appena iniziato e quello che verrà. Il decreto attuativo è pronto per la firma di Mario Monti tra pochi giorni.

A dirla tutta, il blocco degli aumenti dei dipendenti statali non arriva come una doccia fredda: era già previsto nel decreto legge sulla spending review, il decreto legge 52 del 7 maggio 2012 convertito nella legge 94 del 6 luglio 2012. A leggerlo bene, questo prevede che "non si dà luogo, senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 2013-2014 del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche cosi come individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009 n. 196 e successive modificazioni". Tradotto: per due anni (almeno!), saranno congelati gli aumenti per i dipendenti statali, tra cui ad esempio i docenti.

Ma non solo: fino al 2014 non verrà pagata la cosiddetta indennità di vacanza contrattuale. Che, per chi non lo sapesse, è un elemento provvisorio della retribuzione previsto dal protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo del 23 luglio 1993, al fine di tutelare i lavoratori nel caso di ritardi nella stipula dei rinnovi contrattuali. Insomma, un assegno che tampona un momento di attesa del nuovo contratto.

Come scritto nel testo, "dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a 3 mesi dalla data di scadenza del CCNL, ai lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto medesimo non ancora rinnovato sarà corrisposto, a partire dal mese successivo ovvero dalla data di presentazione delle piattaforme ove successiva, un elemento provvisorio della retribuzione. L'importo di tale elemento sarà pari al 30% del tasso di inflazione programmato, applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti, inclusa la ex indennità di contingenza. Dopo 6 mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al 50% dell’inflazione programmata. Dalla decorrenza dell’accordo di rinnovo del contratto l'indennità di vacanza contrattuale cessa di essere erogata. Tale meccanismo sarà unico per tutti i lavoratori”.

E quanti sono i lavoratori dipendenti pubblici interessati dalla manovra? 3,3 milioni in tutto: da ciò è facile comprendere la portata della manovra, al pari di analoghe misure di austerità della vicina Grecia, dettate dalla grave congiuntura economica creatasi. E la successiva mossa quale sarà?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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