Giovedì, 12 Aprile 2018 12:00

Bitcoin alla riscossa: ci credono anche Rockfeller e Soros

Riponiamo (per il momento) i fazzoletti: il Bitcoin risale dal baratro degli scorsi giorni. E' tornato a superare 8 mila dollari, recuperando quindi le perdite di almeno venti giorni fa. Siamo ancora lontani dai valori di inizio anno, ma nel frattempo nuovi guru della finanza cominciano ad investire nella blockchain. Vediamo che succede.

Torniamo a parlare, dopo le pessime notizie tracciate da questo articolo, dell'andamento del Bitcoin e delle altre valute virtuali.

Giusto ieri il Bitcoin ha superato 8 mila dollari, come non accadeva da marzo scorso, segando un rimbalzo intraday del 17 percento. E tale andamento hanno seguito anche le altre monete virtuali, più o meno tutte in rialzo. La capitalizzazione totale delle criptomonete è tornata oltre 300 miliardi di dollari. Siamo lontani dagli 800 miliardi di dollari di inizio anno, certo. Ma chi ci ha investito è sicuro che il recupero di tali valori è solo questione di tempo.

Il fatto è che il mercato ha mostrato, in queste settimane, tutta la sua volatilità: 'attenzione agli investitori, incertezza massima' era il messaggio gridato dalle monete: è un mercato estremamente complesso e difficile da valutare o prevedere, anche perché di fatto non esistono statistiche né parametri o multipli finanziari a cui appoggiarsi per stabilire il cosiddetto 'fair value'.

Tra i 'big investors', il noto finanziere George Soros tempo fa definiva il Bitcoin "speculazione allo stato puro: le criptovalute sono una tipica bolla basata su una incomprensione, ma continueranno ad esistere perché usate per riciclare denaro sporco". Insomma, un gioco d'azzardo da cui tenersi larghi in ogni modo.

Ma al 6 aprile scorso Soros ci ripensa e si dichiara pronto a investire in criptomonete. Ora che è crollato, ovviamente. Lo rivela Come l'agenzia Bloomberg, secondo la quale Soros, che detiene un 'family office' da 26 miliardi di dollari, vuole avviare il trading di asset digitali. Come dire, ha dato uno schiaffone al Bitcoin quando valeva circa 17 mila dollari e adesso che ne vale 6 mila allunga la carezza.

Stesso comportamento l'ha tenuto la famiglia Rockefeller, anch'essa apparentemente 'convertita' alle monete virtuali, recentemente entrate nel portafoglio Vernock, il venture capital di famiglia da 3 miliardi di dollari. Così come James Dimon di JP Morgan, che prima definisce il Bitcoin 'una frode' e poi avvia il trading di criptovalute con la sua banca.

Unico parere rimasto coerente con le precedenti dichiarazioni è  quello, certamente autorevole, di Warren Buffett: era scettico e tale rimane la sua posizione: "Posso dire che quasi certamente le criptovalute faranno una brutta fine, anzi, mi piacerebbe comprare opzioni put di cinque anni sulle criptovalute".

Ricordiamo anche la posizione di Mario Draghi, presidente (prossimo alla uscita) della BCE. Al 13 febbraio scorso, sulla blockchain e sul Bitcoin dichiara che non è la BCA a dover scrivere le regole. Come dire, l'istituzione europea di finanza si dissocia da ogni valutazione su tale asset. Accanto, Agustin Carstens, direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali, dichiara che "il Bitcoin è la combinazione di una bolla, uno schema Ponzi ed un disastro ambientale". Ancora, Noriel Roubini, premio Nobel per l'economia, giudica che "Il Bitcoin inizia a sembrare come un dinosauro in via di estinzione".

Riassumendo, tutti concordano che la tecnologia sottostante - la blockchain - sia destinata a diventare il futuro delle architetture bancarie. Ma sulla moneta virtuale di per sé, Bitcoin ed Altcoin, i pareri si dividono tra scettici ed entusiasti.

Chiudiamo col giudizio di FMI - cioè di Christine Lagarde - che nell'anticipare i contenuti del suo Fiscal Monitor, il rapporto che verrà pubblicato la settimana prossima durante gli Spring Meetings a Washington, dichiara che "la Blockchain può aiutare a garantire l'autenticità delle informazioni presentate, dato che tutte le transazioni sono registrate". Bella scoperta: la domanda delle domande non è se resisterà la blockchain, ma se insieme ad essa resisterà il Bitcoin.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com

Letto 104 volte