Venerdì, 24 Marzo 2017 12:00

Bitcoin: perché questo crollo del prezzo?

In questi ultimi giorni, in particolare nelle ultime ore, il valore della criptomoneta è crollato dai solidi 1.100 dollari e più delle ultime settimane a circa 800 dollari. Che succede? Vediamo di ragionare insieme e vagliare le ipotesi più credibili.

In questo articolo avevamo parlato di come le ultime notizie sulla creazione (negata) dell'ETF in Bitcoin non avevano, tutto sommato, scosso il mercato della criptomoneta.

Arriviamo subito al nocciolo del problema: il Bitcoin rischia di spaccarsi in due. E la premessa è proprio il fatto che ha perso 400 dollari in 3 giorni - e bruciato circa 2 miliardi di dollari tra il 18 e il 20 marzo scorsi.

In altri termini, il suo valore è prima sceso da 1.290 dollari a 900 dollari, per poi risalire intorno a quota mille e nuovamente, in queste ore, scendere verso nuovi abissi. E dietro tutti a commentare: il crollo è dovuto alla bocciatura della CONSOB americana, la SEC, dicono i più, visto che ha negato l'avvio di un fondo di investimento in Bitcoin.

La verità è in realtà un'altra, ben meno nota all'infuori della cerchia degli appassionati di informatica. Ossia, si sta allargando una frattura tra il popolo di sostenitori che esaminano e approvano le transazioni in Bitcoin in tutto il mondo. Questa frattura in inglese si chiama 'fork', forchetta, nel senso che da lì in avanti la strada per la moneta si biforca.

I protagonisti di questa scissione, gli utenti che, con i loro PC, controllano e approvano le transazioni, assolvono questa funzione non certo gratis, ma in cambio di percentuali pur minime ma che, sommate per tante volte al giorno, consentono un certo guadagno. I loro PC gestiscono infatti i 'nodi' della rete di Bitcoin. Se ne contano circa 7 mila, e - attenzione - non confondiamoli con i minatori. Ancora, oggi circa l'11 per cento - più o meno, uno su dieci - si è dichiarato 'scissionista', ossia superata la biforcazione prende una strada diversa dagli altri nove.

Giacomo Zucco, 33 anni, uno dei massimi esperti di Bitcoin in Italia e amministratore delegato di Blockchain Lab, sostiene che "Il Bitcoin sta subendo un attacco, tra quelli che erano stati ampiamente previsti dal suo creatore Satoshi Nakamoto, da parte di uno dei cosiddetti miner, ovvero di coloro che sono chiamati a garantire con i loro computer la correttezza della transazione di denaro".

Il motivo della spaccatura riguarda essenzialmente la velocità delle transazioni, di fatto molto rallentate nelle ultime settimane: di circa 4 volte rispetto alla velocità cui si attestavano le transazioni  circa sei mesi fa.

Mentre oggi l'intera rete dei nodi - una specie di 'libri contabili digitali' di Bitcoin - è capace di validare sette transazioni ogni secondo. Per rendere l'ordine di grandezza, pensate che la rete delle carte di credito VISA valida circa 24 mila transazioni ogni secondo. Secondo molti miner di Bitcoin, tutto sommato è cosa buona: ci si affida a una rete di volontari, quindi e i costi operativi delle loro transazioni è giusto mantenerle il più bassi possibile. Ma non tutti la pensano così: un nodo ogni dieci ad oggi ha deciso di prendere la biforcazione diversa dagli altri.

Franco Cimatti, presidente della Bitcoin Foundation Italia, afferma che "Quello che sta succedendo è che si è creato un grosso dissenso interno tra la comunità di Bitcoin su come risolvere il problema far crescere il network. La frattura riguarda come riuscire a soddisfare le richieste del mercato senza danneggiare il funzionamento di questa tecnologia".

Per qualcuno la soluzione è già pronta: gli 'scissionisti' hanno creato apposta una seconda moneta, Bitcoin Unlimited. SI tratta di una vera e propria nuova versione del software, capace di creare nodi più grandi, in modo tale da assicurare una velocità di approvazione delle transazioni notevolmente superiore. Per i sostenitori della moneta, infatti, la vera forza di Bitcoin è la velocità delle transazioni. E qui sta la differenza rispetto ai sostenitori del Bitcoin 'originale': ritengono che il vero valore della rete sia sia nella persone che la supportano.

A parte discorsi filosofici, a questo punto cosa può succedere? Abbiamo visto che Bitcoin Unlimited promette di aumentare la dimensione dei nodi, in modo da consentire di raggruppare più operazioni in uno stesso blocco. I critici commentano invece che l'aumento della dimensione dei nodi possa mettere in discussione la sicurezza delle transazioni, pilastro su cui si basa la fiducia degli investitori, se non addirittura possa accentrare il potere di validare le transazioni nelle mani di pochi gestori, cioè coloro che possono permettersi di avere supercomputer adatti a assolvere tale compito.

Lo scisma, chiamiamolo così, esiste da dicembre 2015, da quando cioè i primi miners hanno cominciato a operare su Bitcoin Unlimited. Da allora tutto sommato erano un gruppo esiguo, ma dallo scorso ottobre hanno cominciato a crescere vistosamente fino ad esplodere letteralmente nelle ultime settimane. Conseguenza, il Bitcoin - che finora aveva resistito - sente sempre più vicina la minaccia e quindi il suo valore ne risente nei modi che abbiamo purtroppo visto. Accanto, Bitcoin Unlimited aumenta il suo numero di portafogli, di scambi, ed in finale di credibilità. Cosa che inizialmente sembrava quasi impossibile.

E' verosmile che utilizzatori del Bitcoin potrebbero restare comunque restii a cambiare moneta. Ma se l'alternativa Unlimited dovesse raggiungere un numero cospicuo di scambi e transazioni, il Bitcoin si dividerebbe nei due tronconi. Secondo Cimatti, "Nel caso migliore il network si aggiornerà sperando che il problema non si presenti più. Nel caso peggiore, il network si dividerebbe in due catene, funzionanti in modo diverso, con lo stesso storico, ma di valore differente".

A questo punto la domanda che si faranno i possessori di BItcoin è la seguente: devo preoccuparmi?

In effetti sì: due monete diverse, due diverse reti blockchain entrambe funzionanti - almeno fino a quando ci saranno nodi che accettano e validano le rispettive transazioni. Il punto è che nessuno può sapere quanto varranno le due derivazioni del Bitcoin (quello originale e quello Unlimited). Per ora il Bitcoin ha raggiunto picchi di valutazione di 1.300 dollari: la sola ipotesi di biforcazione gli ha fatto perdere almeno 400 dollari, prevedere quanto resisterà in caso l'evento scisma si verifichi è davvero impossibile.

Lasciamo le conclusioni alle parole di Franco Cimatti: "E' la più grande crisi che possa esserci stata sul Bitcoin dalla sua creazione, più di quella avvenuta nel caso MtGox". Che, per chi non lo ricordasse, è stato uno scandalo da 400 milioni scoperto nel 2015, quando sparirono dalle casse del sito web i soldi degli investitori in Bitcoin di cui il proprietario, attraverso il sito, curava gli affari.

 

FONTE: http://www.agi.it

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