Lunedì, 04 Dicembre 2017 12:00

Bitcoin: i nuovi miliardari

I gemelli Winklevoss rimasero con l'amaro in bocca quando fu loro negata la proprietà intellettuale - e non solo - del social network Facebook. Ora è arrivata la loro rivincita: con la buonuscita forzata di Zukerberg hanno acquistato parecchi Bitcoin, che oggi valgono una fortuna.

Parliamo ancora, dopo questo articolo, del successo dei Bitcoin.

Nuovi, incredibili record per il Bitcoin - siamo a 12.000 dollari USA. I gemelli Winklevoss, nemici giurati di Mark Zuckerberg del social Facebook, diventano miliardari.

Ancora una volta dobbiamo riconoscere che la criptomoneta per eccellenza, il Bitcoin, sembra inarrestabile nel suo balzare oltre ogni inatteso record di prezzo. In termini di capitalizzazione, il suo mercato sta per sfondare i 200 miliardi di dollari, praticamente il PIL della Grecia.

In questa euforia generale grida vittoria una coppia celebre quanto a suo tempo sfortunata, i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, campioni olimpici di canoa negli USA ed altrettanto campioni di fiuto per gli investimenti ad elevato coefficiente di rischio. Nel 2009, ricorderete, portarono in tribunale Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, accusandolo che l'idea di costruire un social network fosse in realtà loro, e quindi accusandolo di plagio (ai tempi Zuckerberg era studente universitario ad Harvard).

Ai tempi la liquidazione per il misero riconoscimento di marginali diritti sul social network fu di circa 65 milioni di dollari, che - oggi possiamo dirlo - in modo lungimirante investirono nell'acquisto di un buon quantitativo di Bitcoin. In pratica, rastrellarono sul mercato circa l'1 percento delle monete allora in circolazione, ad inizio 2013, quando valeva più di 1000 dollari. Al pari di 11 milioni di dollari, ottennero circa 90.000 bitcoin.

Nel 2013 poteva sembrare un pessimo affare - la moneta abbasso il valore nei mesi successivi, fino a circa 200 dollari, ma poi si è abbondantemente ripresa: oggi il patrimonio dei gemelli vale oltre 1 miliardo di dollari. Non male come rivincita.

A suo tempo, ricorderete, i gemelli fecero anche richiesta alla SEC, una sorta di CONSOB in salsa USA, di potere aprire un fondo EFT indicizzato sul prezzo del Bitcoin, ma nel marzo di quest'anno, dopo settimane di segnali apparentemente positivi, la SEC ha negato l’autorizzazione, benchè senza precluderne ulteriori approfondimenti della materia nel futuro. Poi, nel 2015, i gemelli hanno lanciato Gemini, una piattaforma per comprare, vendere e depositare la moneta digitale.

Nel frattempo, lo abbiamo visto, il valore del Bitcoin è montato a ritmi esponenziali, mentre si sono divise le opinioni al riguardo: chi parla di bolla nello stile dei tulipani olandesi del diciassettesimo secolo; chi invece, come lo youtuber canadese Stefan Molyneux, afferma che non si tratta tanto del successo delle monete virtuali, quanto del crollo delle monete ufficiali, emesse a corso forzoso dalle banche centrali.

In fondo, il Bitcoin condivide le caratteristiche principali dell’oro - offerta scarsa e non manipolabile da governi o banche centrali - ed in più possiede interessanti punti di forza, come il superamento dei problemi di immagazzinamento e di trasportabilità. E, soprattutto, una emissione limitata in modo incontrovertibile e prestabilite.

Insomma, se gli investitori si convincessero che i Bitcoin sono migliori dello stesso oro e cominciassero a spostare capitali verso la moneta virtuale, le quotazioni potrebbero arrivare anche a un milione di dollari. E sarebbe il segno evidente della crisi di fiducia delle monete nazionali e dei metalli preziosi.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

Letto 48 volte
Altro in questa categoria: « Bitcoin: sempre più bene rifugio