Mercoledì, 20 Novembre 2013 13:00

Bitcoin e monete virtuali: opportunità e rischi

Anche per la pubblicità che ne stanno facendo i media, i Bitcoin, o più in generale le monete virtuali (o cryptomonete), promettono una rivoluzione dei mercati, fanno odorare notevoli opportunità di guadagno ma nascondono anche rischi altissimi. Vediamo di capirci di più.

Diamo per scontato che sapete di cosa si parla, altrimenti vi consiglio di visitare il sito che, meglio di tutti, dice cosa sono i Bitcoin: il sito dell'organismo Bitcoin oppure il più asettico articolo di Wikipedia.

In molti ci stanno scommettendo: i cinesi prima di tutto, ma anche gli americani - l'ex governatore della Federal Reserve Ben Bernanke li considerava "promettenti" a lungo termine - o i canadesi, che a Vancouver hanno aperto un bancomat che permette di cambiarli come fosse una qualunque moneta.

Ricordiamo i due pilastri del Bitcoin: un network di nodi - i pc degli utenti - che gestiscono il protocollo di rete in modalità distribuita peer-to-peer, e l'uso di una crittografia molto robusta per validare e rendere sicure - ed irreversibili - le transazioni. E poi, appunto, l'assoluta mancanza di autorità centrale che li regoli, e nessuna banca che li emetta: a battere moneta sono i pc che "minano".

Prima oggetto di gioco per smanettoni del computer, oggi i Bitcoin alimentano una nuova economia alla luce del sole, fatta di imprenditori e commercianti che hanno fiutato nuove opportunità, ma anche di giganti del mercato che iniziano ad affacciarsi creando qualche scompiglio.

Il valore di questa moneta è balzato dai 13 dollari del 31 dicembre 2012 agli oltre 800 dei giorni scorsi, passando per i 1200 di fine anno scorso, complice anche un mercato ancora piccolo e quindi che risente di facili "scossoni". Il rischio che sia una bolla speculativa è quindi ancora alto.

Anche in Italia è arrivata la rivoluzione, seppur a qualche distanza dai paesi suddetti: nascono come funghi, tra l'altro, forum e siti nostrani che spiegano come funziona ed offrono servizi utili al suo commercio.

Già, come si usano: se proprio volete provare l'ebrezza di questa valuta virtuale, bisogna dirvi dove reperirla - premesso che in Italia ce n'è meno disponibilià immediata rispetto ad altri paesi come la Germania (a Berlino c'è il maggiore numero di negozi fisici e locali dove poter pagare con questo conio) o gli Stati Uniti (primo Paese al mondo per numero di nodi).

Per prima cosa, si deve avere un conto dove depositare le monete. Cioè, si apre un borsellino virtuale - installando un programma sul proprio pc, metodo più sicuro, o accedendo ad appositi servizi online. Alla fine, il proprio borsellino - il "wallet" - è identificato da un indirizzo, una specie di IBAN, da comunicare per ottenere un versamento di Bitcoin nel proprio wallet. Fin qui, tutto gratis.

Il portafoglio è vuoto: per riempirlo si deve comprare la moneta virtuale: e qui, ci sono svariati siti che cambiano denaro "classico" con i Bitcoin, a tassi anche diversi tra loro - come sempre accade. Tanti sono i limiti, legati a come far arrivare i soldi per acquistare Bitcoin. E qui va segnalato il metodo di un connazionale di 22 anni, che al sito BitBoat.net permette di comprare Bitcoin tramite una ricarica PostePay dal tabacchino. Oltretutto, serza aver necessariamente bisogno di una carta PostePay per farlo, ma solo passando attraverso un opportuno codice assegnato dal sito stesso: dopo cinque minuti dalla ricarica (al tabaccaio, ad esempio) arrivano i Bitcoin al nostro portafoglio.

Bene, ora abbiamo i nostri Bitcoins, e vogliamo spenderli. Escludendo i mercati neri - poi ognuno fa come vuole - sul fronte tecnologico i negozi online "legali" non mancano. Ad esempio su Bitcoinstore.com si possono acquistare pc, tablet, tv, batterie, e tanti altri oggetti hi-tech: si accettano solo Bitcoin. Oppure il sito inglese Bitroad.co.uk, che spedisce apparecchi elettronici in tutta Europa. Ed ancora, su somethinggeeky.com si possono aquistare regali originali come magliette, borse, pigiami, tazze a tema fantascientifico, superomistico - supereroi, insomma - e tecnofilo. E per finire, sul sito agrobit.net un siciliano appassionato di critpovalute offre l'acquisto in tutta Italia dolci di mandorle, di pistacchio, arance, limoncello, marmellate e altri prodotti tipici: prezzi indicati in euro ma pagamenti rigorosamente in Bitcoin. Insomma, la scelta è davvero vasta.

Per quanto detto, sebbene il meccanismo alla base della valuta virtuale risulti complicato, alla fine l'utilizzo quotidiano è piuttosto semplice: chi utilizza i Bitcoin ne sottolinea la facilità con cui effettuare transazioni - anche da un continente all'altro - e la sua velocità - tutto in pochi minuti, senza banche che rallentino il processo o aggiungano spese di intermediazione.

Ma parliamo anche dei rischi. Tutti concordano, e bisogna sempre ricordarselo, che si tratta di un territorio ancora di frontiera, tutto da scoprire e soprattutto denso di truffatori. Qui non mancano i pericoli legati non solo all'eventualità di un crollo della valutazione dei Bitcoin - è una valuta estremamente volatile, può perdere anche un terzo del valore al giorno - ma anche, appunto, all'affidabilità dei soggetti che vi operano, a partire dai vari exchange. Non solo le truffe vere e proprie, che non sono mai mancate dalla nascita della cryptomoneta, ma anche imprese nate da singoli individui, che magari non hanno sempre le risorse per dare continuità ai loro progetti.

Il quadro, in conclusione, è in continuo aggiornamento. Non è consigliabile investire la propria pensione nei Bitcoin. Magari però dare un'occhiata con risorse limitate, cercando di prenderla come un gioco, sarebbe una scelta più oculata: per chi voglia sperimentare con giudizio e consapevolezza dei rischi potrebbero esserci grandi opportunità, tutte da scoprire.

 

FONTE: http://espresso.repubblica.it

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