Sabato, 16 Settembre 2017 16:21

Bitcoin: ancora alti e bassi

Ci risiamo: la più importante moneta virtuale subisce ancora una volta un pesante scossone: le quotazioni sprofondano sotto i 3 mila dollari USA. Poi ricomincia la risalita. Come sempre, c'è che ci perde e chi ci guadagna, il tutto molto, molto rapidamente.

Riprendiamo il discorso sul Bitcoin, dopo questo articolo sulle novità delle ultime monete.

Si è verificato un vero e proprio tonfo: circa il 40 percento del prezzo della moneta virtuale bruciato nel giro di appena due settimane, rispetto al picco massimo di 5 mila dollari incredibilmente tccato dal Bitcoin a inizio settembre.

Il fatto è che la Banca Popolare della Cina ha adottato un vero giro di vite sulle transazioni della criptovaluta: ha stabilito che le transazioni sono illegali e ne ha ordinato il blocco, innescando una bufera che ha portato alla visibile svalutazione della criptomoneta.

Da allora, anche le piattaforme di trading si affrettano a chiudere il business delle monete virtuali: proprio oggi ViaBTC China, un grande operatori di Bitcoin in Cina, ha diffuso la notizia che bloccherà le attività di trading dal 30 settembre. Stesso annuncio comunicato ieri da BTCC, un altro importante operatore nel segmento delle criptovalute, che ha annunciato la chiusura dell'attività sempre per fine mese.

A questo punto ognuno si faccia i propri conti: difficile comunque prevedere quale sarà l'evoluzione anche solo a breve, ossia difficile dire se anche altri operatori del settore decideranno di bloccare le proprie transazioni. Ma qualcosa ci dice che in molti lo faranno: i rumors parlano di forti pressioni anche da parte delle autorità finanziarie di Shanghai, che secondo tali voci avrebbero avvertito tutte le piattaforme di criptovalute in modo da far loro cessare le operazioni, appunto, a fine settembre.

Fatto sta che, al momento, altri due grandi operatori del mercato delle criptovalute - parliamo di OkCoin e Huobi - continuano a gestire le proprie normali attività. Ma non per molto, forse: proprio in queste ore è previsto un incontro con le autorità di controllo, da cui potrebbero scaturire la decisione di aderire al blocco delle transazioni.

Ci mette lo zampino anche JPMorgan, per voce dell'amministratore delegato Jamie Dimon, che punta il dito contro il Bitcoin definendo l'intero business delle monete virtuali una frode bella e buona, uno scenario che ci ricorda la celeberrima 'bolla' dei tulipani occorsa in Olanda nel diciassettesimo secolo, quando gli speculatori fecero appositamente salire i prezzi dei bulbi dei tulipani a valori surreali.

Il punto è che bolle speculative a parte, il governo cinese non vede di buon occhio il mercato delle criptovalute, dato che si muove aldifuori dei sistemi di regolamentazione finanziaria e soprattutto di controllo governativo. Aldilà delle filosofie anarchiche e anti sistema bancario globale, l'universo delle valute virtuali campa di transazioni anonime, sistema ideale per chi vuole evetare la tracciabilità delle proprie operazioni, Oltretutto, proprio in Cina l'interesse per Bitcoin e altre monete minaccia la tenuta della moneta 'vera', lo yuan.

 

FONTE: http://www.primadanoi.it

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