Mercoledì, 20 Febbraio 2013 13:57

Bersani, Monti o Berlusconi. gli scenari all'orizzonte

Ormai ci siamo. Mancano solo pochi giorni, qualche decina di ore ormai per le elezioni politiche del post governo tecnico. E mentre i politici imperversano in piazza (pochi) ed in televisione (molti), tiriamo le somme con qualche scenario probabile: chi potrebbe vincere e, soprattutto, gli impatti di tale scelta popolare sui mercati nazionali ed esteri.

Non solo i cittadini, anche i mercati ed in generale l'opinione quantomeno europea è in trepidante attesa dei risultati delle elezioni politiche 2013, ormai imminenti. 

L'esito più probabile appare la vittoria piena del centro-sinistra: Bersani ottiene la maggioranza alla Camera e al Senato, requisito fondamentale per governare autonomamente. Questo sarebbe lo scenario più gradito al mondo della finanza, in quanto garantirebbe stabilità di governo. Inoltre, l'asse PD - SEL potrebbe essere rispettoso degli impegni assunti dall'Italia con l'Europa. Ed avere un atteggiamento non ostile verso la Germania. Anche se, e non certo per omofobia, un ruolo negativo per finanzieri e investitori lo avrebbe la partnership di Bersani col leader di SEL, Vendola. Comunque, ciononostante lo spread potrebbe restare per un bel po' sotto i 250 punti base. Una prospettiva tutto sommato allettante.

E se Bersani vince ma non così nettamente? Facciamo il caso: Bersani vince alla Camera, ma non ha la maggioranza al Senato. E' quindi costretto ad allearsi con il centro di Monti. E qui si aprono due alternative: Bersani molla Vendola e va con Monti: ciò sarebbe un segnale positivissimo per i mercati finanziari, con uno spread al ribasso verso i 200 punti base, non più frenato dalla presenza di SEL al governo. E le borse recupererebbero margini interessanti.

Seconda alternativa, in caso Monti e Casini non possano contare su un numero consistente di senatori tale da bilanciare quelli di SEL. A quel punto la coalizione del PD dovrebbe includere sia Monti che Vendola. In tal caso, comunque lo spread calerebbe e Piazza Affari crescerebbe, ma l’eterogeneità della maggioranza non sarebbe avvertita come un fatto positivo e a tratti si potrebbero registrare turbolenze sui mercati finanziari.

Altro scenario, il caos: a causa degli indecisi e della totale dispersione dei voti, Bersani non vince e il Senato è paralizzato. Mentre Berlusconi ed il Movimento 5 Stelle potrebbero uscire dal voto con percentuali relativamente alte. In questo caso, nessuno avrebbe la maggioranza. Magari i leader dei partiti se ne uscirebbero con una grande coalizione PD - PDL - lista Monti ma durerebbe davvero poco: lo spread salirebbe e l'instabilità dei mercati regnerebbe al punto da costringere tutti a nuove elezioni entro pochi mesi, al più tardi nella primavera del 2014 cioè in coincidenza con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. 

Ultima ipotesi - e forse la meno probabile - è la vittoria del centro-destra: torna Berlusconi. Questo scenario è quello peggiore: i mercati reagirebbero molto negativamente, dato che la campagna di Berlusconi è stata decisamente anti Unione Europea  ed anti Germania, per ovvie logiche di alternanza con il governo di Monti ma anche per i motivi che han fatto saltare la poltrona al Cavaliere. Lo spread s’impennerebbe chissà per quanto, mentre Piazza Affari potrebbe registrare un trend molto negativo. A meno che questa nefasta prospettiva venga in parte smorzata dall'ingresso in squadra dell'eventuale di Monti.

I sondaggi e le sparate televisive di chi sente già la vittoria in pugno sono attendibili con molte, molte riserve. Perché stavolta è il popolo degli indecisi che potrebbe rappresentare l'ago della bilancia. Con gli astensionisti che amplificherebbero enormemente la volatilità dell'esito del voto: se quasi nessuno va a votare, per quei pochi che ci vanno qualche numero in più potrebbe fare la differenza. In ogni caso, augurarci che vinca Bersani e porti Monti in squadra potrà far piacere ai mercati, ma nella vita quotidiana potrebbe non piacere al lavoratore italiano ormai stufo della vecchia politica.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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