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Lunedì, 23 Ottobre 2017 08:58

benzina truccata: ecco dove

Il trucco è semplice: allungare la benzina con l'acqua o con oli che, evidentemente, costano meno dell'equivalente volume in benzina. E' una truffa, che oltretutto abbassa la performance del motore e danneggia il motore dell'auto. Attenzione.

Riprendiamo, dopo questo articolo, il discorso dei furbetti del distributore.

Parliamo di distributori di carburante volutamente manomessi, che erogano benzina alterata che a loro costa meno ed a noi rovina il motore dell'auto.

E' il quadro che risulta dai controlli a campione operati dalla Guardia di Finanza, in particolare dalle verifiche su 134 veicoli che trasportavano benzina ed i relativi 136 impianti di distribuzione: in base alle evidenze raccolte, è risultato che i distributori di benzina in questione erogavano quantità nettamente inferiori rispetto alla quantità visualizzata sul display - e soprattutto pagata dall'utente. Ancora, il carburante erogato alla pompa non era benzina pura ma addizionata con oli ed acqua, seppur in quantita minime allo scopo di permettere comunque la combustione nel motore, e quindi non far accorgere il cliente della truffa).

La regione dove sono avvenuti tali controlli è la Puglia, dove le locali Fiamme GIalle hanno fatto queste interessanti scoperte: in dettaglio, le misurazioni sono state eseguite con il supporto di ufficiali metrici della Camera di Commercio di Bari, che quindi hanno operato e supervisionato alle operazioni di misurazione dei volumi di carburante ed 'additivi'. In finale, le irregolarità riscontrate hanno portato al sequestro di 3.900 litri di carburante e alla denuncia di sette soggetti chiaramente coinvolti.

L'accusa principale mossa verso queste persone è relativa alla mancanza di trasparenza sui prezzi praticati, così come disciplinato dalla legge: addirittura, molti distributori di carburante indicavano sui display luminosi posizionati all’esterno del distributore un prezzo del carburante diverso da quello della colonnina del carburante. Alla fine, il consumatore non ci faceva troppo caso e quindi pagava un prezzo più alto.

Insomma, benzina alterata, allungata con acqua o olio, in quantità e prezzo diverso dal pattuito, il tutto a danno del portafogli del cliente ed al motore del veicolo: è una frode verso il cittadino e lo Stato, considerando che le quantità vendute sui documenti presentati risultavano inferiore a quelle utilizzate. Ossia, questi personaggi  incassavano denaro ingiustamente attribuito al cliente e senza pagare le giuste tasse ed accise allo Stato.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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