Venerdì, 24 Febbraio 2017 19:34

bella la vita se lavori a Banca d'Italia

I lavoratori di Bankitalia si spostano comodamente con vetture con conducente, solo perché il taxi lo dovrebbero pagare loro. E manco a pensare di usare i mezzi pubblici. A Venezia girano in motoscafo. Poi, al lavoro ci si annoia, anche se hanno internet a libero accesso: allora, fanno la fila per presenziare ai banchetti informativi nei centri commerciali e addirittura reinventarsi ciceroni con i turisti.

Viene da pensare che se lavori a Banca d'Italia te la passi davvero bene: fintanto che fa ancora clamore la protesta avviata dai conduttori dei taxi contro Uber, mentre si discute animatamente su chi ha ragione e chi no, sbaraglia tutti l'atteggiamento dei dipendenti di via Nazionale.

Tutti, ma proprio tutti i dipendenti dell'istituto - ossia, a qualunque livello siano inquadrati - possono usare i veicoli con autista, i cosiddetti NCC per qualsivoglia spostamento presupposto di servizio. D'altronde, il taxi non verrebbe rimborsato. E figurarsi se è un'opzione l'utilizzo dei mezzi pubblici: perché disturbarsi e viaggiare come i comuni mortali, se c’è un autista in livrea che per contratto ti viene a prendere direttamente a casa.

Venezia è una sede importante per Bankitalia - ha il compito di vigilare sulle banche del territorio, tipo le celeberrime Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. E allora, il servizio viene svolto anche in motoscafo. Come fare altrimenti, magari i lavoratori veneziani di Palazzo Dolfin Manin si sentirebbero discriminati a rispetto ai colleghi che non hanno la sfortuna di lavorare (e pure abitare) proprio sul Canal Grande.

E pensare che bisogna pure concludere che Banca d’Italia ha ben reagito alle direttive emesse con la spending review: in fondo, l’appalto per i servizi di noleggio con conducente rappresenta un passo avanti in questo senso, visto che costano 'solo' poco meno di 2 milioni di euro (parliamo dei soli servizi erogati nella provincia di Roma), certamente meno rispetto all’utilizzo delle tradizionali auto blu.

E non è finita: i nostri banchieri centrali sono talmente lungimiranza e carichi di spirito d’iniziativa che da mesi sono in gran fermento per promuovere commissioni atte a valutare il livello di stress sul lavoro. Perché lavorano troppo? Macché, al contrario: ora che quasi tutte le competenze sono volate a Francoforte, qui in Italia di lavoro ce n'è davvero poco, e di questo i lavoratori dipendenti di Banca d'Italia giustamente ne soffrono.

E allora, è stato dato libero accesso a internet da tutte le postazioni di lavoro. Ma che dire, anche passando la giornata su internet ci si annoia. Quindi, si studiano nuove iniziative sulla carta rivolte ai cittadini (in realtà, è un modo per impiegare i propri lavoratori) come quelle, davvero lodevoli, di promozione dell’educazione finanziaria. O quelle  – dall'utilità decisamente discutibile – finalizzate a presentare al pubblico le nuove banconote.

Tra poco sarà la volta del nuovo biglietto da 50 euro: nelle filiali di Bankitalia sono già arrivati migliaia di depliant informativi, mentre sembra che i dipendenti stiano addirittura sgomitando per avere l'onore ed il piacere di presenziare ai banchetti informativi che verranno allestiti nei grandi centri commerciali. Insomma, pur di far qualcosa e combattere la noia farebbero chissà cosa.

Altra iniziativa è quella volta al turismo: sabato 25 febbraio Palazzo Koch verrà aperto al pubblico per la prima volta. E a fare da ciceroni durante le visite guidate - che si svolgeranno ogni ultimo sabato del mese - saranno gli stessi dipendenti della Banca d’Italia.  Immaginate, magari a fare da guida turistica troverete qualche annoiato dirigente da 25mila euro al mese di stipendio.

Per tutto ciò, ed anche alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, una domanda nasce spontanea: più che aprire la sede ai passanti, non sarà meglio che Banca d’Italia inizi ad aprire i cassetti?

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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