Giovedì, 28 Settembre 2017 18:42

le banche ci provano con il cambio dei tassi di interesse

Lo sappiamo: gli istituti bancari non possono in alcun modo cambiare le clausole contrattuali a suo tempo stabilite con i clienti in modo unilaterale, in particolare per quanto riguarda le variazioni dei tassi di interesse. Questa è la teoria: la pratica, invece è ben diversa.

Torniamo, dopo questo articolo, a parlare di banche.

La verità è che, come spesso avviene in Italia, fatta la legge si trova subito l'inganno. In dettaglio, le banche hanno ideato quello che potremmo definire una manovra massiva sui tassi di interesse.

La tecnica funziona così: gli istituti di credito programmano con abbondante anticipo un lento ma progressivo aumento dei tassi degli interessi passivi. Certo, si tratta di aumenti assolutamente minimi, così bassi che la maggior parte di noi clienti neanche se ne accorge. Ma sono numeri, pur invisibili al cliente singolo, che nel 'grand total' della banca comportano notevoli profitti per le casse dell’istituto stesso.

Come accorgersene? Basta leggere costantemente la documentazione che per legge la banca deve inviarci o comunque renderci visionabile. Ma solo i pochi correntisti che esaminano con attenzione gli estratti conto della banca si possono rendere conto del fatto che il tasso debitorio non è più quello concordato alla stipula del contratto tra cliente e banca, ma è stato aumentato su unica iniziativa di quest'ultima.

Ai numeri, come ha dimostrato uno studio apposito, solo il 3 percento dei correntisti ha la costanza di leggere gli estratti conto con attenzione, e quindi riesce a scoprire l’imbroglio messo a punto dalle banche.

Beninteso, la truffa funziona con tutti, tranne con quel 3 percento di correntisti. Il quale, peraltro, si rende conto dell’accaduto soltanto dopo l’arrivo dell’estratto conto a casa, il che vuol dire con un ritardo di ben 90 giorni sull’applicazione dell’interesse leggermente ritoccato. Novanta giorni, un'enormità di tempo, duranti i quali la banca ha applicato un tasso di interesse non dovuto. Ad ogni buon conto, il 3 percento dei correntisti si accorge del maltolto, si reca in filiale per chiedere spiegazioni e magari prova anche a mettere a rischio la reputazione stessa della banca.

Finale, la banca verso questa misera percentuale utilizza il cosiddetto codice 72H. E' un codice cui corrisponde una riserva di denaro disponibile in tutte le filiali, una sorta di 'tesoretto' che viene utilizzato appunto per rimborsare i clienti prima che questi cambino istituto (e, soprattutto, appurato che hanno ragione). E' insomma una sorta di liquidità pronta per essere spesa dalla filiale come sorta di regalia, di omaggio imbonitore verso i clienti, da erogare entro 72 ore dalla protesta proprio per placare la rabbia del cliente.

D'altronde, si sa: un cliente calmo crea meno problemi e rimane tale: cliente. Anche perché, il codice 72H si applica solo al 3 percento della clientela, mentre il restante 97 percento dei clienti non si accorge della manovra illecita messa in atto dall'istituto bancario. Alla fine, ai grandi numeri la banca ci ha guadagnato.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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