Mercoledì, 01 Giugno 2016 12:00

Banche italiane: tutto a posto secondo Visco, o comunque non è colpa sua

Il governatore di BANKITALIA ha relazionato i convenuti sullo stato delle banche italiane, ma non ha convinto praticamente nemmeno i banchieri in sala. Mentre nel frattempo le banche nazionali perdono in borsa il 35% da inizio anno.

Presumibilmente la stampa convenuta presso la Banca d'Italia si attendeva maggiori chiarimenti in sede di considerazioni finali da parte del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco: le informazioni fornite ieri alla platea sono state accolte con visibile insoddisfazione ed anche sbigottimento. Addirittura i giornali tipicamente di buon cuore verso l'istituto, come Repubblica, hanno riportato sulle proprie testate parole decisamente dure sulla relazione di Visco, giudicando la sua posizione "debole".

Uno dei punti critici della conferenza del governatore, e che ha maggiormente colpito i presenti in sala e gli stessi giornalisti, è stato la totale assenza di autocritica verso la grave situazione delle banche nostrane. Cosa ancor più strana è stata lo stupore della platea per tale atteggiamento: non è un mistero che la Banca d'Italia non sia solita a mostrarsi dubbiosa su qualsivoglia proprio atteggiamento o atto. Insomma, mai sentito che si dia delle colpe.

Tutti certamente ricordiamo quando nel 2005 fu necessario un vero e proprio bombardamento mediatico e istituzionale per forzare l'allora governatore Antonio Fazio a lasciare la carica, nonostante anni di palese fallimento nella vigilanza del sistema bancario nazionale.

Ma tornando al discorso di Visco, secondo il governatore Visco Palazzo Koch non ha di fatto alcun potere inquisitorio tipo quelli dei giudici, e quindi non potrebbe far di più che limitarsi ad emettere una segnalazione ai PM, semmai se ne accorgesse e reputasse la situazione talmente grave da essere segnalata. Tutto qui.

Addirittura, magari per prevenire eventuali altre critiche, Visco ha aggiunto che l'istituto sotto la sua guida avrebbe fattivamente ridotto la portata di alcuni rischi, agendo in assoluta riservatezza - infatti non se ne sarebbe accorto nessuno - proprio per evitare problemi ben più gravi.

Insomma, la sintesi del punto di vista di BANKITALIA è: "Abbiamo fatto il possibile e anche più di quello che vi è dato sapere". E così si autoassolve il capo dell'organo di vigilanza sulle banche italiane, appena dopo sei mesi dal salvataggio pubblico di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti. Lo stesso provvedimento che è costato l'azzeramento delle rispettive azioni e di circa mezzo miliardo di obbligazioni subordinate a tutto danno di 10.500 piccoli risparmiatori. Oltretutto, manco una frase sullo scandalo della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, due banche i cui azionisti hanno perso tutti i loro averi, dopo aver visto azzerarsi il valore dei titoli in loro possesso.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

Letto 417 volte