Martedì, 27 Settembre 2016 18:37

banche fallite: i correntisti aspettano ancora il rimborso promesso

Tutti ricorderanno la storia delle banche salvate dallo Stato davanti al baratro del fallimento, e dei titolari di obbligazioni subordinate che hanno perso i risparmi di una vita. Il fatto è che, ad oggi, uno solo su duecento aventi titolo ha ottenuto il rimborso. Altro che le promesse del governo.

Parliamo delle obbligazioni subordinate, i cui diritti sono stati stracciati in occasione del fallimento lo scorso novembre dele famose quattro banche: i rimborsi tanto promessi dal governo non sono ancora arrivati: solo 20 pratiche sono state evase in 75 giorni.

I rimborsi erano promessi a valle del decreto cosiddetto "salva banche", quello che aveva azzerato le obbligazioni subordinate di CARIGE, Banca Marche, CARICHIETI e CARIFE: il governo aveva infatti subito dopo varato un decreto per permettere i rimborsi in favore dei risparmiatori penalizzati dal salvataggio pubblico. Ed la relativa copertura scaturiva da un fondo apposito che, sotto opportune premesse, doveva garantire agli aventi diritto l'indennizzo automaticofino all'80% degli oneri persi. Evidentemente, per chi non possedeva tali requisiti, non rimaneva altro che ricorrere all'arbitrato dell'ANAC, l'Autorità Nazionale Anti Corruzione.

Premesso tutto ciò, la prassi era semplice (sulla carta): i decreti attuativi sarebbero dovuti arrivare entro il primo di luglio. Nella realtà, invece, causa ritardi della politica fino ra sono stati indennizzati solo 20 piccoli obbligazionisti. Contro una platea di 4.000 risparmiatori: appena lo 0,50%, come dire uno su 200.

Per gli altri, insomma, nulla di fatto: diversi risparmiatori hanno pertanto manifestato la propria protesta ieri davanti alla residenza del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, di fatto l'immagine mediatica del torto subito dai clienti di banche salvate con soldi pubblici dalle loro malefatte.

Tanto per trarre la morale e soprattutto tentare il possibile, ricordiamo le condizioni per cui è possibile accedere al rimborso dell'80% della perdita subita.

- primo: le obbligazioni subordinate devono essere state acquistate prima del 12 giugno 2014 - quando l'Italia recepiva la direttiva comunitaria BRRD, quella che introduceva il bail in

- secondo: le obbligazioni subordinate devono essere state tenute in portafoglio fino al 22 novembre 2015, quando è giunto il salvataggio pubblico delle quattro suddette banche

- terzo: gli obbligazionisti devono dimostrare di possedere alla fine del 2015 un patrimonio mobiliare non superiore ai 100.000 euro e un reddito complessivo IRPEF nel 2014 non superiore ai 35.000 euro.

A questo punto ognuno verifichi in che condizioni versa e, nel caso: (ri)provi l'istanza di rimborso: i termini per il rimborso automatico scadono al 31 dicembre 2016.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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