Lunedì, 12 Ottobre 2015 16:32

bancarotta fraudolenta del babbo del premier: nessuna archiviazione

Tiziano Renzi, il babbo del premier, è indagato per bancarotta fraudolenta verso la sua società di marketing, la Chil Post. Ebbene, la richiesta di archiviazione è stata respinta dal GIP.

Le indagini contro Tiziano Renzi andranno avanti, quindi. Così ha deciso il gip del tribunale di Genova Roberta Bossi, che pertanto vuole disporre di nuovi approfondimenti per il crac della società di marketing.

Infatti, secondo il giudice genovese, "le risultanze investigative forniscono dati in apparente contrasto con la conclusione cui è pervenuta la pubblica accusa". Di conseguenza "si rende necessario un supplemento di indagine volto a acclarare i rapporti contrattuali intercorsi tra il gruppo TNT e le società Chil Post srl e Chil promozioni srl.".

Di tutt'altro avviso il difensore dell'anziano manager: "Si tratta di accertamenti che non daranno sorprese, essendo tutto documentabile e privo di ogni rilievo di carattere penale",  è l'opinione dell'avvocato Federico Bagattini nel commentare la decisione del gip di Genova sulla vicenda Chil Post. A dirla tutta, già a giugno il GIP aveva ordinato nuovi accertamenti e conseguentemente respinto la richiesta di archiviazione da parte del pm Marco Airoldi.

Per memoria, la Chil Post è (era) una società di marketing e promozione con sede a Genova, dichiarata fallita il 7 febbraio 2013, più o meno tre anni dopo il passaggio di proprietà dal padre del premier Tiziano Renzi a Antonello Gambelli e Mariano Massone. A detta del pm Airoldi, comunque, finora non + emerso alcun elemento per far ritenere che Renzi senior avesse avuto un ruolo di "regia" anche dopo la cessione, nonostante i dubbi derivanti dai suoi consolidati rapporti d'affari con Massone.

Ciononostante, il padre del premier era stato accusato di bancarotta fraudolenta per 1,3 milioni di euro in relazione al suddetto crac: il curatore fallimentare aveva infatti ravvisato parecchi passaggi sospetti nella cessione di rami d’azienda "sani" alla Eventi Sei, società intestata alla moglie di Tiziano Renzi, Laura Bovoli, per poco più di 3000 euro, cifra non ritenuta congrua (tradotto, sembrerebbe un regalo alla propria signora).

E ce n'è anche per Matteo Renzi. Prima della cessione della società Chil Post, il premier insieme alle sorelle ne era stato amministratore e, dal 1999 al 2004, addirittura dipendente. Poi, quando l'attuale capo del Governo fu eletto presidente della Provincia di Firenze, e siamo nel 2004, se ne era distaccato dopo averne ceduto il 40% delle quote - continuò a percepire i contributi lavorativi per nove anni.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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