Sabato, 22 Luglio 2017 12:00

autovelox: tutte le nuove regole

Le multe per autovelox sono certamente tra le più odiate dagli italiani, oltretutto sono quelle che causano maggior stress alla guida. Vediamo le ultime novità introdotte dalla legge e quindi come potersi adeguare.

Lo sappiamo bene: con l'autovelox, le amministrazioni locali - essenzialmente i Comuni - vogliono fare cassa in qualunque modo, talvolta anche violando la legge e giocando di arroganza, come nel caso di auto e moto obbligate a velocità minime e surreali, a loro detta per combattere automobilisti indisciplinati con normative farraginose e spesso largamente interpretabili.

Il risultato è che, quando colpiti da multa per autovelox, gli automobilisti sono assaliti dalla voglia di far ricorso, e anche su questo le amministrazioni ci marciano: è infatti bassissima la percentuale di chi, convinto della illiceità della postazione autovelox e magari speranzoso di avere buone possibilità di accoglimento del ricorso, davvero impugna la contravvenzione e fa ricorso. Anche perché i prefetti spesso non accolgono i ricorsi, pur se contro strampalati provvedimenti: a quel punto, come noto, l'importo della multa a valle di un ricorso perso diventa doppio.

Al contrario, quando i giudici li accolgono, le amministrazioni talvolta fanno ricorso in appello, più che altro per agitare un po' di sano clamore mediatico e soprattutto scoraggiare coloro i quali vorrebbe fare ricorso: difendersi in appello costa al cittadino talmente tanto, che anche se si è convinti di aver ragione, vale la pena di pagare la multa e chiuderla così.

Qualcosa però è recentemente cambiato: qualcosa che, in teoria, dovrebbe dare maggior certezza del diritto all'automobilista. La legislazione recentemente introdotta, infatti, in teoria mette alcuni paletti allo strapotere delle amministrazioni nel confronto impari con il singolo cittadino. Parliamo delle istruzioni operative del ministero dell’Interno allegate alla direttiva sui servizi di Polizia stradale dello scorso 21 luglio 2017.

Ecco quanto emerge:

- le macchinette autovelox che esaminano entrambe le corsie di marcia devono essere segnalate in entrambe le stesse direzioni

- sono illeciti i cartelli che avvisano della presenza di una macchinetta autovelox che poi, è vuota o comunque senza i dispositivi per la rilevazione (ma questa norma poco interessa all'automobilista: la situazione non produce multe)

- il tratto di strada sottoposto a controllo della velocità deve essere come minimo di 500 metri

- i misuratori di velocità devono essere sottoposti ogni anno a taratura, ed il loro impiego è consentito solo agli organi di Polizia stradale

- per la privacy è confermata la norma - già in vigore - per cui la foto della macchinetta non dovrà mai essere inviata al domicilio del trasgressore

- in caso di accesso agli atti, i soggetti dovranno essere resi non riconoscibili, sia nella ripresa da dietro che frontale;

- la distanza massima tra l’autovelox e il segnale di avvertimento resta in quattro chilometri

- sono illeciti i cartelli permanenti che avvisano la presenza dell’autovelox, se in tale strada non è installato sistematicamente il dispositivo per i controlli

- in caso di utilizzo di sistemi a puntamento laser, occorre esibire cartelli e agenti di Polizia - è illecito che gli agenti si occultino in improbabili angoli bui o dietro le siepi

- è confermata la norma già in vigore per cui la Polizia municipale può accertare violazioni solo entro i confini comunali, esclude le autostrade.

Beninteso, c'è da attendersi che molte amministrazioni non si cureranno minimamente di tali norme, e faranno multe a raffica solo allo scopo di far cassa, fornti della presunzione che, tanto, la percentuale di chi ricorre è comunque bassa - considerati anche i costi e l’impegno di accesso ai servizi del giudice di pace.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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