Martedì, 28 Agosto 2012 14:00

auto blu di De Mita in divieto di sosta. punita la vigilessa

Una vigilessa di un comune irpino, feudo dei De Mita, ha fatto rispettare la legge impedendo che l'auto blu parcheggiasse in divieto di sosta sancito da un'ordinanza del comune in occasione di una sagra di paese. Mentre l'uomo della scorta borbottava il cognome del noto politico, ritenendo che ciò bastasse come passepartout. Alla fine, però, la vigilessa è stata richiamata per il suo operato. E si è sfogata con 'La Repubblica'.

22 agosto scorso. Siamo a Pratola Serra, neanche 4 mila anime nella provincia di Avellino. Durante la locale sagra della polpetta un'ordinanza comunale vieta la sosta in un tratto interessato all'evento, come spesso succede in queste occasioni. Ma l'ordinanza vale anche per l'assessore della Giunta Regionale Campana Giuseppe De Mita, ovviamente irpino, oltretutto con delega per il turismo, per giunta nipote dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Ciriaco De Mita attualmente europarlamentare (PPE)? Ovviamente no, secondo la sua scorta in auto blu.

Carmen Pace Parrella, agente integerrima della Polizia Municipale, racconta l'accaduto in una lettera a 'La Repubblica'.

"Mi chiamo Carmen e faccio l'agente di polizia municipale. Esercito in un piccolo paese di 3.500 persone che si trova in provincia di Avellino. Nel bel mezzo di una festa del paese, ero di servizio per regolare la viabilità cercando di non far circolare e sostare veicoli in una piccola area circoscritta di circa 100 mt lineari di strada, dove appunto vi era un divieto da ordinanza che lo imponeva. Alle ore 21 circa, vedo sbucare tra la folla un’auto blu che si fa strada; mi avvicino e chiedo all’ autista: "Scusi dove pensa di andare?". Lui: "Non la vedi la paletta?" (ministero delle Finanze), ed io: "Certo che la vedo ma siccome c’ è gente a piedi mi chiedevo dove sta andando!". E lui: "Sono del servizio sicurezza di De Mita", ed io "Ma qui non c’è posto, dove la vuole lasciare la macchina?". A quel punto lui, innervosito, "Ho capito, me ne vado: la fai tu la sicurezza a De Mita!" Ma perché, l’onorevole De Mita ha ancora una scorta pagata dallo Stato? Quali pericoli corre questo anziano professionista della politica?"

L’auto blu accompagnava Giuseppe e Ciriaco, zio e nipote. L’autista si era qualificato come addetto alla 'scorta di De Mita'.

Chiariamo alcuni punti: Ciriaco De Mita non ha più la scorta dal 1994, nè l'auto blu dal 2011. Quindi, ad esclusione, l'auto poteva solo essere del nipote. Ma i conti non tornano: la legge regionale "Campania Zero", varata dalla stessa Giunta di cui fa parte De Mita 'junior' ed in vigore da inizio agosto, abolisce l’utilizzo delle auto blu per tutti i componenti della Giunta - tranne che per il  Governatore Stefano Caldoro (PDL). E comunque, aldilà dell'utilizzo legittimo o meno dell'auto di servizio, rimane il fatto che il politico dovrebbe dare l'esempio rispettando la legge come qualunque cittadino è chiamato a fare.

Invece, la storia è finita in un modo a dir poco controverso: la vigilessa ha ricevuto dal sindaco Antonio Aufiero un addebito disciplinare, un richiamo in base alla famigerata ‘Legge Brunetta’. Mentre nè nipote nè zio hanno voluto offrire, ancorchè richiesta, la loro versione dei fatti sull’accaduto e sull’uso disinvolto dell’auto di servizio.

 

FONTE: http://satarlanda.eu

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