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Mercoled├Č, 06 Febbraio 2013 11:29

attenzione: il Grande Fratello europeo ti ascolta

In quanti, delusi dell'andamento delle cose in Italia o in Europa, della pressione esercitata dalla Merkel sull'economia italiana e via dicendo, ci sfoghiamo liberamente sui social network talvolta anche in termini aggressivi. Fino a che non si arriva a qualcosa di offensivo, tutti abbiamo libertà di parola e di opinione. In teoria, però: in pratica l'Europa si intrufola tra i nostri post cercando di deviare la nostra opinione. Il tutto pagato con i nostri soldi.

Attenzione a postare commenti troppo critici sui social network. Magari contro la Merkel o contro chissà quale altro tracotante potere europeo. Le vostre opinioni su Twitter, Facebook o su un qualsiasi blog sono monitorate con attenzione dal grande fratello europeo. Un esercito di spioni che invade i social network con l’obiettivo di spiare, controllare ed eventualmente manipolare discussioni in contrasto con lo spirito comunitario.

Una balla come tante su internet? Macché, è un'iniziativa sul tavolo dell’unione europea, sulla base di un documento confidenziale messo a punto lo scorso anno relativo ad un piano di propaganda virtuale pro europa. Al costo di 2 milioni di euro, pagato dai contribuenti europei. Secondo il quotidiano britannico Telegraph, poi rilanciato da Qelsi.it, la proposta riguarda "gli strumenti di monitoraggio dell'opinione pubblica per verificare in anticipo se i dibattiti di natura politica tra i follower di social network e blog abbiano le potenzialità per attirare l’interesse di media e cittadini". In pratica, vengono addestrati utenti esperti in new media per entrare nelle discussioni sui social network attraverso account fasulli, in gergo "fake" o "troll", per manipolare ed incanalare le discussioni in un certo modo.

Ovviamente l'obiettivo è monitorare e prendere provvedimenti nei Paesi più critici verso le politiche di Bruxelles: "Particolare attenzione deve essere prestata ai Paesi che hanno visto crescere un sentimento di euroscetticismo tra i propri cittadini". Sarà quindi particolarmente importante "monitorare le conversazioni pubbliche, capire gli argomenti trend e reagire in modo rapido, partecipando e influenzando le discussioni online. Si dovrà partecipare in modo attivo, magari fornendo dati e smentendo falsi miti". Insomma, creare una schiera di agit-prop del cyberspazio per smorzare sul nascere, attraverso un'attenta opera di controinformazione virtuale, le critiche e le polemiche più insidiose in vista delle elezioni europee previste per il giugno 2014. Tipo contrastare il sentimento di sfiducia diffuso in particolare tra i giovani a causa della crisi finanziaria e degli alti tassi di disoccupazione.

Oltre al danno, la beffa: per convincere i martoriati cittadini europei che le cose non vanno poi così male e che Bruxelles ci guiderà verso il benessere e la prosperità, si dovranno spendere un bel po' di quattrini, altro che austerity. La spesa per la cosiddetta  'analisi qualitativa dei media' sarà di circa 1,7 milioni di sterline - circa 2 milioni di euro.

Come già qualcuno nel Regno Unito ha commentato, spendere più di un milione di sterline per trasformare i funzionari dell'Unione Europea in troll per effettuare stalking su internet è un'operazione ridicola oltreché uno spreco ed un laccio alla neutralità del servizio pubblico europeo. Meglio non aggiungere nulla, qualcuno è in ascolto.

 

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it

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