Venerdì, 29 Luglio 2016 15:49

assunzione di Alfano Jr. a dirigente delle Poste: indagano le Fiamme Gialle

A 34 anni, con tutto comodo, ottiene una laurea triennale in economia. Poi viene assunto come super dirigente delle Poste. Ancora, gli viene dato un mega aumento da 160 a 180 fino a 200 mila euro annui. Di chi parliamo? Del solito cittadino di Parentopoli: Alessandro Alfano, il fratello del ministro dell'Interno.

Per chi si è perso le ultime puntate di Parentopoli, in questo articolo avevamo parlato della famiglia Fornero, in questo articolo del figlio della Cancellieri ed in questo articolo del babbo di Renzi.

Il parente del giorno è Alessandro Alfano, fratello minore del più celebre Angelino. Il quale si è laureato a 34 anni in economia: laurea triennale, beninteso. Da allora, gli è bastato pubblicare su Likedin il proprio profilo, sguardo sorridente ed ottimista, per ottenere un incarico da gran dirigente di POSTECOM, l'azienda controllata di Poste Italiane per il digitale. Addirittura, non bastavano 160 mila euro annui lordi (più bonus e fringe benefits): gli è stato concesso un aumento a 200 mila euro.

Facciamo due nomi: Massimo Sarmi, responsabile dell'assunzione di Alfanino, e Francesco Caio, responsabile invece dell'aumento del dirigente. E cerchiamo di capire quanto costoro siano stati influenzati nella loro decisione e quanto ci abbiamo guadagnato. Parliamo di fatti e di logiche supposizioni, ma non si può giudicare nessuno beninteso: è la magistratura che dovrà, se del caso, valutare le irregolarità e quindi dichiarare l'eventuale imbroglio.

Premesso ciò, cominciamo dall'assunzione: secondo il precedente amministratore delegato, Sarmi, la scelta è avvenuta digitando il suo nome su Linkedin.Ed è allora che è uscito agli occhi delle risorse umane di POSTECOM il volto sorridente di Alfanino sul computer. Ecco quindi trovato l’uomo giusto per fare il dirigente a 160 mila euro all'anno. Niente cacciatori di teste, macché, niente bandi per scovare il cervello in fuga di Agrigento. Solo un click su Linkedin.

Ovviamente, per mettere le carte a posto, l'ufficio risorse umane ha poi inserito nel fascicolo della selezione, si fa per dire, del candidato altri curricula tirati giù dal medesimo sito, stavolta però sulla base dei titoli posseduti e non con ricerca nominativa come per il fratello di Angelino.

Una farsa bella e buona, quindi. In barba alla legge 133 del 2008 che all’art.18 recita: "Le società a partecipazione pubblica totale o di controllo adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi, anche di derivazione comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità".

Poste ribatte dicendo che non ha adottato il regolamento perché si considera una società pubblica che può assumere e stipendiare, di fatto, come meglio ritiene in quanto ha emesso una quotazione di obbligazioni in borsa e quindi, secondo legge, ciò consente loro di agire in libertà. Una grandissima balla: semmai è una tesi discutibile per Poste, ma è certamente una tesi falsa per POSTECOM visto che non ha emesso alcuna obbligazione.

Sono quindi state avviate le indagini e gli accertamenti del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, proprio a partire dall'acquisizione presso la sede romana di Poste Italiane, a novembre scorso, dalle carte dell’assunzione di Alessandro Alfano. Per adesso è stato riscontrato che costui è stato selezionato nel settembre 2013 con il visto di Sarmi, allora amministratore delegato e poi passato con stesso ruolo a Serravalle, la società controllata indiretta della Regione Lombardia.

La vicenda se la ricorda bene Raffaele Pizza, il faccendiere vicino ad Alfano da questo luglio agli arresti. Si vantava infatti nelle conversazioni intercettate con Davide Tedesco, altro faccendiere e collaboratore del ministro Alfano, di esser riuscito a far assumere Alfanino a settembre 2013. Lo stesso Pizza ha poi gestito anche la 'ricompensa' per Sarmi, come detto promosso a nuovi vertici sempre nell'ambito delle controllate pubbliche.

All'epoca in cui sono state pubblicate le intercettazioni, l'attuale amministratore di Poste, Caio, dichiarò: "Se questo è il quadro, noi rappresentiamo una discontinuità e penso che anche con il nuovo management stiamo dimostrando quanto l’aria sia cambiata". Beh, ci vuole una certa faccia tosta a parlare così, visto che a gennaio 2015 Pizza lo chiama per dirgli che Alfanino è scontento di guadagnare 'solo' 160 mila euro. Detto fatto, a maggio 2015 POSTECOM cede il suo contratto di Alfanino a Poste e Tributi - quasi fosse un pallone d'oro che ogni club del gruppo si contende - ed ovviamente gli aumentano lo stipendio, da 160 a 180 mila euro.

Ma il giovane Alfano non è ancora soddisfatto: troppo poco per un genio del management pubblico come lui. E quindi, procede con un contenzioso lavorativo: a marzo 2016 il suo avvocato scrive una lettera alla società per lamentare di essere stato trattato male. Guarda un po', il gruppo Poste Italiane cerca ed accetta subito una conciliazione: Caio ed i suoi collaboratori sono evidentemente terrorizzati dalla possibile causa di un laureato con la triennale che guadagna 'solo' 180 mila euro. E così, il 16 maggio 2016 Alfanino viene passato a Poste Italiane Spa.  Ed ancora una volta, passaggio ad altra società vuol dire aumento: siamo arrivati a 200 mila euro.

I giornalisti hanno chiesto a Caio se attuerà la discontinuità prendendo provvedimenti, e soprattutto se lui ed il suo degno precedessore si vergogna almeno un po’ nei confronti delle centinaia di laureati con 110 e lode che inviano il proprio curriculum a Poste Italiane ogni anno.Nessuna risposta ovviamente, d'altronde che cè da dire? 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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