Sabato, 07 Gennaio 2017 12:00

assegno di mantenimento: è dovuto se l'ex coniuge convive?

Vediamo in dettaglio la situazione - abbastanza ricorrente - in cui l'ex coniuge inizia a convivere con un'altra persona. In tal caso, l'assegno di mantenimento fino a quel momento corrisposto va ancora riconosciuto?

Lo prescrive la legge: in caso di separazione o divorzio, il coniuge economicamente meno benestante o comunque più bisognoso può vedersi riconosciuto dal giudice un assegno di mantenimento che l’altro ha quindi l'obbligo di versargli mensilmente. Perché tale situazioni perduri, cioè perché il coniuge più bisognoso continui a vedersi risonosciuto il diritto all'assegno di mantenimento, quest'ultimo non deve risposarsi nè comunque formare una coppia di fatto e vivere more uxorio con un'altra persona. Fin qui, nessun dubbio.

Il dubbio nasce su questo punto: come definire precisamente, in termini di stabilità, la nuova convivenza dell'ex coniuge? Ossia, assunto che questi non sarà certo dedito a vita monastica dopo la separazione, quanto tempo speso con il nuovo partner occorre perché decadano i termini che assicurano il diritto all'assegno di mantenimento?

Facciamo subito una precisazione: la convivenza con il nuovo partner deve essere stabile e non solo occasionale per portare alla decadenza del diritto di percezione dell’assegno di mantenimento. Diversamente, come detto, iniziare una nuova stabile relazione implicherà, tra gli svantaggi essa comporta, anche i risvolti legati al regime di mantenimento.

E veniamo al dettaglio: il tribunale di Milano ha esso recentemente una sentenza, precisamente la numero 9280 del 23 luglio 2016, che ha stigmatizzato come la convivenza stabile con un'altra persona faccia venir meno il diritto all’assegno di mantenimento, altrimenti detto 'assegno divorzile'.

Ecco quindi emergere il punto critico della sentenza del tribunale: l'ex coniuge perde il diritto all'assegno divorzile solo laddove la nuova convivenza sia stabile e duratura, in altri termini porti ad un progetto di vita comune che, conseguentemente, va a recidere ogni connessione con la precedente vita matrimoniale e quindi fa decadere i presupposti per il regime di mantenimento.

Allora, come si definisce inequivocabilmente se la nuova relazione è stabile e duratura? Ovviamente non c'è una formula matematica ad aiutarci, tuttavia si possono identificare diversi elementi che quindi vanno tenuti d'occhio. Come la residenza della nuova coppia nello stesso appartamento. Ma anche l'acquisto insieme di mobili per l'arredo dell'appartamento, piuttosto che la partecipazione del non proprietario dell’immobile alle opere e gli oneri per la sua ristrutturazione: tutto ciò certamente denota un progetto comune e saldo di convivenza, e non un flirt occasionale.

Ancora, potrebbe assere utile raccogliere addirittura la testimonianza dei vicini di casa che in qualche modo confermino la convivenza dei due da diversi mesi, o che entrambi possiedono le chiavi di casa ancorché il proprietario sia solo uno di essi.

Poi, se sopraggiunge la nascita di un figlio della nuova coppia, generalmente tale elemento è talmente importante da non richiedere la notizia di altri fattori a determinare la decadenza dell'obbligo di versamento dell’assegno.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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