Domenica 20 Maggio 2012.

termocentralizzato #4

In precedenza abbiamo detto che il condomino che si distacca non deve pagare alcuna percentuale sui consumi vivi di gasolio condominiale, ma solo le spese fisse di gestione della caldaia (manutenzione, collaudi ecc..). A meno che...

Ricordiamo ancora una volta la sentenza lapidaria della Cassazione n.5974 del 25.03.04:

Il singolo condomino può distaccarsi dal riscaldamento centralizzato laddove dimostri che il distacco non crei danni e squilibri nel funzionamento del bene comune. In questo caso egli dovrà pagare solo le spese per la conservazione del bene e non anche quelle per l'uso.

Il punto è tutto lì: nel momento in cui il condomino si stacca dall'impianto centralizzato, per il restante condominio ciò deve tradursi in un risparmio corrispondente - da quanto la Cassazione fa intendere - al peso millesimale del condomino "separatista". Facciamo un esempio per capirci meglio.

Tale Gianluca ROMANI (sono io!) ha un appartamento all'ultimo piano di un palazzo riscaldato con caldaia centralizzata. Fino al 2007sente freddo a casa e vuole staccarsi. Il condominio non autorizza, Gianluca comunque sente troppo freddo (magari ha un bimbo piccolo che è continuamente raffreddato) e a fine estate 2008 decide di staccarsi contro il volere del condominio. Estate 2009, bollette del gas condominiale alla mano, il condominio va in causa contro il condomino "separatista".

Davanti al giudice l'avvocato difensore di Gianluca si presenta con una perizia contenente i seguenti dati.

Nel condominio ci sono 20 appartamenti. In particolare, quello di Gianluca è di 50 millesimi.

Fino al 2008, prima del distacco, ogni anno venivano spesi 15000 Euro all'anno di gasolio (la caldaia funziona da novembre ad aprile) più 500 euro di manutenzioni. Gianluca, in base ai millesimi, doveva pagare (15.000 + 500) x 50 : 1.000 = 775 Euro all'anno (per il periodo novembre-aprile, appunto).

Estate 2009, dopo il distacco, il condominio nel 2009 (quando Gianluca si era già staccato) ha utilizzato il medesimo ritmo orario di accensione dell'impianto centralizzato e, più o meno, le temperature esterne sono state sempre le stesse (diciamo nella media stagionale). Il condominio mostra che le bollette di gasolio sono state per 14.400 Euro, più ovviamente le solite spese di manutenzione di 500 Euro. Quindi, il costo annuale di gestione è stato di 14.400 + 500 = 14.900 Euro contro i "vecchi" 15.000 + 500 = 15.500 Euro: il condominio paga 15.500 - 14.900 = 600 Euro in meno. Gianluca ovviamente ora paga la sola sua quota millesimale di spese di manutenzione pari a 500 x 50 / 1000 = 25 Euro, contro i "vecchi" 775 Euro. Quindi, Gianluca versa al condominio 775 - 25 = 750 Euro in meno. In definitiva, Gianluca versa al condominio 750 - 600 = 150 Euro in meno rispetto all'effettivo risparmio che viene misurato, conti alla mano, dal condominio stesso.

Il giudice impone a Gianluca il pagamento di 150 euro, quale contributivo annuale alle spese condominiali per i consumi. Oltre a ciò, ovviamente dovrà continuare a pagare le spese di manutenzione di 25 Euro. In percentuale, prima Gianluca pagava il 100% secondo quota millesimale di 775 Euro, ora Gianluca secondo quota condominiale dovrebbe pagare 14.900 x 50 : 1000 = 745 Euro e invece secondo la sentenza del giudice paga solo (150 + 25) = 175 Euro, pari al 175 x 100 : 745 = 23,5%.

AVETE COLTO LA MORALE??

Secondo il legislatore, il condominio deve ottenere dal distacco un risparmio di consumi pari alla quota che non viene più pagata dal "separatista". Se così non avviene, il condomino è obbligato a risarcire al condominio la differenza.

In ogni caso, è assolutamente arbitrario che il condominio faccia pagare al condomino che vuole staccarsi il 20%, il 30% o chissà quale altra fantasiosa percentuale sulla sua quota millesimale secondo un conto "a prescindere". Il metodo più oggettivo, che cautela sia il condomino che il condominio, è quello di staccarsi, attendere un anno di utilizzo dell'impianto centralizzato e, bolletta del gasolio alla mano, fare i conti come nell'esempio qui sopra. Quello che esce da conto si paga, nè più nè meno.

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