le meduse in Adriatico
Sabato 04 Giugno 2011 12:11
Come ogni anno, tra fine maggio e inizio giugno il popolo marchigiano si affaccia sulle rive dell'Adriatico. Ci attendono sulla spiaggia i primi stabilimenti aperti, i primi venditori ambulanti sulla battigia e nell'acqua... le famigerate meduse!!
A osservarle da vicino (provateci!) appaiono come organismi affascinanti e misteriosi. Sembrano fatti di luce e acqua e di soffici tessuti. Unici nel loro genere, andrebbero conosciuti meglio per le loro straordinarie caratteristiche biologiche. Eppure se le incontriamo in acqua, e molto spesso capita anche molto vicino alla riva, in genere ce la battiamo a gambe levate. Sono le meduse, organismi temuti – in genere a ragione - per la loro proprietà urticante, ma accattivanti e curiosi per chi ha voglia di conoscerli meglio. Fanno tutte parte dei Celenterati i quali prendono il loro nome dal celenteron, una cavità che costituisce il cavo digerente e che comunica verso l’esterno con un’unica apertura che è al tempo stesso bocca e ano. Questa cavità si trova al centro di un “ombrello” il quale è ornato di tentacoli, i quali spesso portano appunto le cellule urticanti.
Se incontrate questa medusa, e purtroppo in Adriatico talvolta viene avvistata, allora siete davvero sfortunati: girate al largo, meglio non avvicinarsi! Si tratta di una Carybdea marsupialis (nota come "medusa cubica": fino a 6 cm di larghezza, con quattro lunghi filamenti), della famiglia delle terribili "cubomeduse" note come il terrore dei mari australiani. Le sue "cugine" in Australia mietono vittime, in quanto terribilmente urticanti. In Adriatico, dicono, la specie locale non pare essere mortale, ma sicuramente molto, molto fastidiosa.
E' dotata di ombrello cubico largo fino a 3 cm, trasparente; quattro tentacoli, lunghi il doppio del corpo e trasparenti con anelli rossi. In realtà è una specie Atlantica, ma ormai sempre più diffusa nel Mar Mediterraneo, normalmente reperibile in profondità (tra 500 e 1000 metri). Ma, non proprio raramente, per via delle correnti può trovarsi a nuotare in acque superficiali. E, vista la trasparenza, non è facile accorgersene per tempo. Basti guardare le foto qui accanto: la prima foto la ritrae ben visibile su sfondo scuro (in profondità, con illuminazione artificiale), nella seconda foto la medusa è praticamente in superficie: sicuri di riuscire a scorgerla per tempo?
Dal 1989 è stata avvistata sulle coste adriatiche da luglio a settembre (guarda caso durante la stagione estiva...). Viene attirata dalla luce, perciò di notte, con le luci della costa, tende ad avvicinarsi alla riva: attenti al bagno di mezzanotte, è il momento più rischioso per un "tetè a tetè"!
Dopo avervi mostrato la più pericolosa, eccovi qui sotto le altre tipiche meduse adriatiche. Le prime due si avvicinano raramente alla spiaggia: preferiscono di solito il mare aperto. Oltretutto, l’Aurelia (nota come "medusa quadrifoglio": dai 10 ai 40 cm di diametro, ombrello con quattro cerchi violacei ben visibili) è minimamente urticante ed in genere è presente in Adriatico tra maggio e inizio giugno. Stesso discorso per il potere urticante della Cotylorhiza (nota come "medusa cassiopea": fino a 30 cm di diametro, ombrello di colore giallo marrone con escrescenza simile ad un tuorlo d'uovo) e la Rhizostoma (nota come "polmone di mare": fino a 60 cm di diametro, ombrello a campana di colore bianco opaco): potreste tranquillamente prenderle in mano ed avvertire solo una specie di prurito.
La Pelagia (nota come "medusa luminosa": fino a 10 cm di diametro, tipico colore violaceo), invece, è decisamente urticante: provoca bruciore e un eritema che permane per molti giorni e in certi casi lascia un segno permanente. Oltretutto, ha chiare abitudini costiere e d'estate è una presenza fissa in acqua.
Come abbiamo visto, meduse diverse procurano scottature diverse. Comunque, in generale è buona norma procedere con un impacco con succo di limone, aceto e acqua calda: dovrebbe essere sufficiente per calmare rapidamente il bruciore.