Lunedì, 11 Gennaio 2016 12:00

anno nuovo, investimenti nuovi

Giunto l’anno nuovo, dopo gli eventi legati alle banche colpite da bail in ci si domanda: e adesso, dove conviene investire i nostri risparmi?

Gli investitori più temerari, o ottimisti, sono coloro che pensano: “Nel 2016 non voglio perdere neanche un euro in borsa”. Certo, pensiero corretto ma banale: bastasse dirlo, saremmo tutti milionari o per lo meno non prderemmo mai un centesimo. Invece, purtroppo i rischi sono inevitabili - al massimo li si può limitare - e oltretutto l’esito dell’investimento non dipende solo da noi, ma da tutta una serie di eventi e insidie esterne, spesso di cui non siamo neanche consapevoli che possono minare i nostri risparmi anche in modo sensibile.

Una premessa pur ovvia: l'analisi che segue non può certo prevedere eventi che, per forza di cose, accadranno anche nel 2016: l’anno passato porta con sè i residui impatti di alcuni macroeventi che sicuramente renderanno i prossimi mesi molto volatili a livello di quotazioni di borsa.

Un primo fattore, che ha causato una fase negativa delle quotazioni azionarie mondiali, si è verificata proprio nei primi giorni dell’anno, con il crollo dei listini cinesi. Riassumendo, l’anno scorso fu data la colpa alla bolla immobiliare, stavolta al taglio delle stime di crescita.

Conseguenza scontata: non ci sorprenderemo se le stime di crescita della Cina andranno, nel tempo, sempre più a scemare. Ci insegnava una volta il volume "Nazioni in fuga", capolavoro del manager della Morgan Stanley ed esperto di economie emergenti Ruchir Sharma: una volta che un Paese supera una precisa soglia di prodotto interno lordo pro-capite, più o meno al valore equivalente a 4000 dollari, statisticamente diventa insostenibile o comunque molto arduo mantenere certi ritmi di crescita. E quindi, non può far altro che stagnare se non addirittura recedere.

Ma rimaniamo in Europa: certamente nessuno può ritenere completamente risolta la questione della crisi in Grecia. Infatti, i problemi si ritiene siano stati semplicemente rimandati; è possibile che nei prossimi mesi si renda necessario un nuovo salvataggio da parte dell'Europa, con le solite logiche di ingerenza nelle funzioni dello Stato sovrano.

A livello politico, altri problemi: anche i Paesi più grandi, quali Spagna e Regno Unito, stanno vivendo situazioni che potrebbero portare presto o tardi ad una uscita dall’Unione Europea. In dettaglio, in Spagna non esiste una maggioranza solida, ed i partiti cosiddetti "euro scettici" sono sempre più potenti e seguiti dal popolo.. Mentre nel Regno Unito è atteso a breve un referendum sull’uscita dall’Unione Europea.

E la BCE cosa farà? l’unica certezza è che la Banca Centrale Europea continuerà a stampare moneta e comprare titoli di Stato, nel (pallido?) tentativo di drogare il mercato. Tentativo che, beninteso, finora ha funzionato ma non può andare avanti in eterno: una situazione analoga, in Giappone e negli Stati Uniti, a suo tempo portò a rialzi vistosi dei listini azionari. E nel frattempo, è verosimile che i tassi europei rimarranno fissi a zero.

Negli Stati Uniti questa situazione è già stata vissuta: ricordate il "tapering" della Federal Reserve? Il risultato di questa fase, ormai terminata da tempo, è che i tassi di riferimento si sono già alzati. E nel corso del 2016 è probabilissimo che continueranno a crescere.

Passiamo al mercato azionario: per quanto già detto, è plausibile che il mercato azionario europeo possa giovare di questa congiuntura economica composta da tassi pari a zero, iniezioni di liquidità nei mercati e prezzi bassissimi delle materie prime, a cominciare dal petrolio ormai ai minimi storici.

Certo, non mancheranno perniciosi picchi di volatilità - sui quali qualcuno potrà tentare di incrementare le proprie posizioni. Il consiglio potrebbe essere di scommettere tramite ETF su indici globali come ad esempio l’EuroStoxx 50, ma anche il Dax tedesco e, perché no, anche il nostrano FTSE MIB.

Ci sono poi le obbligazioni. Ebbene, il debito del governo non è assolutamente un affare per gli investitori: i tassi sono ridicoli se non addirittura negativi per i Paesi più sicuri. Quindi, nessuna convenienza per gli investitori. Invece, una ricerca forzata ed impulsiva di guadagno porterebbe all’acquisto di titoli di Paesi ad alto rischio: lasciate stare, non ne vale la pena.

Al limite, si può provare a guadagnare qualcosa di più con le obbligazioni high yield o corporate. Ma attenzione;anche in questo caso, occorrerà ragionare su durate medio-lunghe per sperare in un guadagno minimo. Altrimenti, il gioco non vale chiaramente la candela.

E veniamo alle valute estere. Come noto, Il regno del FOREX (il mercato delle valute, per chi non lo sapesse) è quanto di più imprevedibile su cui si possa scommettere. Per assurdoi, in questo momento storico sembra proprio che tutti gli indizi portino ad un indebolimento dell’Euro nei confronti del Dollaro. Buono quindi per chi ha già acquistato monete in area dollaro, non certo per chi si appresta a farlo solo ora.

Oppure, per chi vuole comunque entrarci adesso, si può acquistare su fondi monetari o fondi obbligazionari a durata breve, tutti denominati in dollari.

 

FONTE: http://www.ideainvestimento.it/

Letto 374 volte