Sabato, 12 Gennaio 2013 09:49

anche i simboli civetta. l'Italia giusta... ma dove?

Pure i simboli civetta: un simbolo di patito simile a quello più "blasonato", come la lista Monti o M5S, per attirare in inganno l'incauto elettore. E' immorale, oltrechè sintomo di una politica ormai da repubblica delle banane. Beninteso: nessuno ce l'ha con un partito o con uno schieramento. Semmai la critica è un po' per tutti.

In questi giorni al Viminale si consegnano i simboli dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Ieri 110, stamani altri 112. Continueranno fino alle 20 di oggi, per proseguir domani fino alle 16.

Ed è già bagarre: ovunque spuntano simboli civetta, in particolare per il movimento cinque stelle di Beppe Grillo. Il quale, solo dopo mezz'ora dall'inizio della presentazione dei vari simboli, ha offerto una performance di fronte al ministero dell'Interno dichiarando dichiarato per quasi mezz'ora quello che lui definisce il sistema "marcio": contro la presentazione del simbolo civetta, "farlocco" come dice Grillo, M5S annuncia azione legale. 

Ma anche il leghista Roberto Calderoli ha mostrato il suo colpo di scena: ha depositato personalmente il simbolo "Maroni presidente", che però con un po' di suspance chiarirà meglio domani alle 16, cioè a fine presentazione simboli.

La civetta "vola" anche sulla lista Monti; decisamente fuori programma è comparsa infatti la lista numero 7 "per l'Europa Monti presidente". Direte voi, il professore si allarga al continente? Assolutamente no: si tratta di un certo Monti Samuele, consigliere comunale di una lista civica a Frabosa Soprana in provincia di Cuneo, il quale in bacheca si è aggiudicato una posizione di vantaggio rispetto ai due simboli autentici, uno per la Camera, l'altro per il Senato, di Mario Monti e la sua coalizione. E chissenefrega se si tratta di un palese plagio del simbolo del professore - a naso indistinguibile da quello "autentico" - col fine di trarre in inganno l'incauto elettore. Anche in questo caso non è escluso che, per salvaguardarsi, Monti ed i suoi optino per un ricorso. 

E ce n'è anche per Ingroia: appare infatti nel calderone anche un simbolo che imita (manca solo il nome del magistrato) quello di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia: i due originali presentati, uno per la Camera, l'altro per il Senato, sono preceduti nell'esposizione in bacheca dal simbolo "taroccato" e potrebbero in teoria essere invitati a modificare il proprio.

Per continuare a sorridere - ma sì, prendiamola a ridere - possiamo notare nel mucchio il "partito dei Poeti in azione" di tal Alessandro D'Agostino (vecchio slogan: la fantasia al potere), oppure ben tre simboli ispirati ai pirati - uno addirittura proclama presidente onorario il noto attore Johnny Depp. Ed ancora: il palermitano Carlo Gustavo Giuliano crea il paradosso invitando a votare il partito "Io non voto". Mentre il partito "Recupero maltolto" si proclama a favore dell'abolizione delle province, per l'acqua come bene comune ma dice no all'amnistia. E via cantando: "Basta tasse", "Pane, Pace, Lavoro", "Fermiamo le banche e le tasse", "Noi consumatori - liberi da Equitalia" e tutti altri slogan contro chi ci alleggerisce le tasche. Chissà cosa faranno loro, magari fossero al potere. Per chiudere in bellezza, con le liste rosa: "Donne per l'Italia" e "Fratellanza donne". E per chi non si vuole spostare dal PC, c'è anche il partito del web, "Partito internettiano" con tanto di w disegnato nel simbolo insieme alla "chiocciola". 

Beninteso: i simboli civetta ci sono sempre stati, non è un'invenzione post-montiana. Ma opinione spero condivisibile è che si sta a dir poco scadendo nel ridicolo: tutti sembra gridino all'elettorato: "basta che mi dai una poltrona, poi il motivo per cui mi voti cercatelo da solo".

 

FONTE: http://www.ansa.it

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