Lunedì, 11 Febbraio 2013 19:39

anche i giornali in crisi. tutti su internet?

Anche i giornali sentono la crisi. Mentre una volta la prima cosa che si faceva a casa, in ufficio o sulla panchina di un parco era aprire il giornale ed apprendere da quella fonte cosa succedeva nel mondo, oggi tutto avviene sul pc, sul tablet, magari sul telefonino. Anche perchè, pagato il canone internet, poi l'informazione è davvero gratuita e completa - bisogna però saperla scegliere bene. E quindi storiche testate giornalistiche che, magari, non campano sulle spalle dello Stato ma sulla pubblicità ed in finale sui lettori, sono in crisi.

Il gruppo RCS Mediagroup è in crisi. E, come sempre succede, ciò vuol dire che un certo numero di lavoratori divengono subito "sacrificabili" e rischiano il posto. Un epilogo veramente drammatico sul fronte occupazionale. L’amministratore delegato del gruppo, tale Pietro Scott Jovane, insieme al capo dell’ufficio del personale hanno comunicato al Comitato Aziendale Europeo che per rilanciare il gruppo editoriale sarà necessario implementare sia una serie di esuberi - mossa scontata, si direbbe - che la vendita, se non addirittura la chiusura, di alcune importanti testate che fanno capo al gruppo.

In cifre, 600 esuberi - sia giornalisti che altre figure di supporto alla stampa - a rischio di lcenziamento solo in Italia, 800 esuberi in totale. E poi 10 riviste o periodici da mettere sul mercato oppure da chiudere. Si parla di testate note, come A, Bravacasa, Yacht & Sail, Max, Europeo, Astra, Novella, Visto, Ok Salute e il Polo dell’Enigmistica. Tutte queste testate nel loro insieme rappresentano il 20% del fatturato di RCS e impiegano circa 90 giornalisti.

Tra gli altri interventi in agenda c’è anche la chiusura dell’attuale sede della Gazzetta dello Sport e la concentrazione della redazione dello stesso giornale rosa e di quella del Corsera (attualmente ubicata nella storica via Solferino) in via Rizzoli. Prevista anche la riduzione del 10% degli stipendi dei vertici RCS Mediagroup.

Il gruppo è una pagina della storia italiana, tra l'altro incorso spesso in peripezie di bilancio negli ultimi anni. Ma ha ancora nel suo portfolio, ad esempio, quotidiani come Corriere della Sera o La Gazzetta dello Sport, periodici come Oggi o Novella 2000. Triste pensare che, ancora una volta, il prodotto italiano si (s)vende al migliore offerente.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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