Venerdì, 30 Giugno 2017 12:00

Agenzia delle Entrate: controlli 2013 in arrivo

Ci risiamo: l'Agenzia delle Entrate aspetta la naturale scadenza dei cinque anni per far 'sedimentare' le pratiche e quindi dare all'evasore la sensazione che sia tutto a posto, poi a poche settimane dalle scadenza si presenta con la pistola puntata: o paghi una multa salata oppure ti faccio passare "l'anima dei guai", come diceva De Falco a Schettino.

Da poco avevamo parlato, in questo articolo, del supporto social dell'Agenzia delle Entrate. Ecco, fine delle buone notizie.

Siamo ancora una volta alle solite: l’Agenzia delle Entrate, poco prima di notificare ai contribuenti gli accertamenti per un anno fiscale che ormai è prossimo alla scadenza di accrtabilità,mette i contribuenti - sospetti evasori - a conoscenze dei possibili rischi che corrono. Come dire: invece che intervenire subito all'atto della dichiarazione, chiedendo chiarimento e spiegazioni su strane operazioni, aspetta quattro anni. E poco prima che arrivi il quinto anno - e quindi ogni accertamento e multa assi in cavalleria - si presenta alla porta: o paghi con le buone, o con le cattive.

Siamo nel 2017, siamo inviando la dichiarazione dei redditi 2017 per l'anno fiscale 2016, e questi signori si presentano con dubbi e accertamenti per la dichiarazione 2014, anno fiscale 2013: vi pare il modo? Evidentemente sì, per loro: proprio in questi giorni, infatti, l'agenzia ha spedito oltre 100 mila lettere a contribuenti la cui dichiarazione dei redditi 2014, anno d'imposta 2013, risulta sospetta di evasione fiscale o peggio. In teoria, è un avviso bonario (dopo quasi cinque anni) per permettere loro di mettersi in regola, pagando ovviamente una sontuosa gabella, prima che si attivi la macchina fiscale con danni certamente maggiori.

Insomma, dal loro punto di vista l'agenzia ci fa un favore spedendo le missive ai contribuenti, per PEC piuttosto che per semplice lettera - meglio la seconda forma, diremmo: non c’è la prova della ricezione. Comunque sia, il contribuente avrà la possibilità di mettersi in regola con il fisco prima di un avviso di accertamento, beneficiando, si fa per dire, di sanzioni ridotte nella forma di ravvedimento operoso.

Le mencanze da giustificare riguarderanno le motivazioni più disparate: redditi da fabbricati, da lavoro dipendente o assimilati, prodotti in forma associata, da capitale, da lavoro autonomo, redditi diversi derivanti anche da lavoro autonomo abituale e non professionale, fino a redditi delle plusvalenze attive da redditi di impresa.

Ovviamente le missive, speriamo, conterranno tutti gli elementi che hanno dato origine all’anomalia, in modo da mettere il contribuente in condizioni di giustificarsi - se possibile - segnalando ogni elemento utile all'Agenzia delle Entrate.  E allora, per coloro i quali dovessero ricevere una siffatta comunicazione, sarà il caso di chiedere chiarimento al Centro di Assistenza Multicanale (CAM) dell’Agenzia delle Entrate - numero di telefono 848 800 444 da telefono fisso e 06 966 689 07 da cellulare. Gli orari del CAM sono: dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 17:00.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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