Venerdì, 08 Novembre 2013 13:00

agenti della DIGOS come tassisti per la Lorenzin

Il sindacato della Polizia sdegnato accusa: il ministro della Salute, la Lorenzin, ha usato agenti della DIGOS come tassisti ed accompagnatori nelle sue visite lucane, anche di natura elettorale. Ma per i collaboratori del ministro, guarda caso, è tutto in regola. Nulla di nuovo, insomma.

Il SILP, il Sindacato italiano Lavoratori Polizia, accusa il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di aver impiegato gli agenti della Digos per fare da accompagnatori, insomma da tassisti più che da poliziotti, a lei ed al suo staff durante la visita istituzionale (ma in parte anche elettorale) del 6 novembre scorso all'ospedale San Carlo di Potenza.

VI è infatti un'ordinanza ad hoc emanata dalla Questura di Potenza per il ministro, che quindi assegna tale "ruolo" alle Forze di Polizia. E qui il sindacato è insorto sdegnato: l'esponente del Governo era in Basilicata anche per appuntamenti elettorali. Ma nulla è successo: comunque alcuni agenti della DIGOS, pur "in protesta sindacale", sono stati messi a disposizione della Lorenzin in via informale.

All'arrivo del ministro in Basilicata, la disposizione del Questore già prevedeva l'impiego per sei ore di agenti della DIGOS come autisti per lei e per i suoi collaboratori, per accompagnare tutti dal loro arrivo alla stazione di Salerno fino al loro trasferimento a Matera - dove era previsto un altro appuntamento. COn in mezzo appuntamenti elettorali: nella regione la prossima settimana (17 e 18 novembre), si vota per il rinnovo del Consiglio regionale, quindi la trasferta è anche un'importante occasione per incontrare elettori e candidati del PDL. Giacché, dopo il giro nelle corsie ospedaliere, erano previste due conferenze stampa, una a Potenza e l'altra a Matera.

Un servizio taxi pagato dai contribuenti, quindi, per interessi anche personali e di partito - comunque non certo di governo. Secondo il SILP "C’è stata una violazione palese dei regolamenti, delle funzioni e delle norme contrattuali che equiparano i poliziotti al ruolo di tassisti", ha spiegato Francesco Mobilio, segretario provinciale del sindacato.

"Il ministro della Salute", continua Mobilio, "è venuto in Basilicata per fare campagna elettorale e la visita in ospedale è stata solo un contorno”. La replica del portavoce della Lorenzin, ovviamente: "Da parte nostra non c’è stata alcuna richiesta di servizio taxi e la denuncia del sindacato l'abbiamo appresa con stupore. E per questo motivo abbiamo chiesto chiarimenti alla Prefettura perché pensiamo di aver seguito la prassi. C’è inoltre una nota che il questore ha inviato ai quotidiani locali per chiarire la regolarità della procedura. Le visite dei ministri del Governo, seppure fossero da considerarsi semplici manifestazioni elettorali, impongono alle autorità provinciali, sia esse di Governo sia operative, un protocollo istituzionale. In tali circostanze anche per lo staff governativo, sono previste analoghe procedure".

Anche il Questore Panico difende a sua ordinanza: "Era mio dovere scortare lo staff del ministro con tutto il riguardo. Siamo tenuti a osservare delle norme". Ma alla domanda su quali fossero le norme, imbarazzato risponde "Ammetto di non ricordare quali siano, ma fanno tutti così e se sbaglio io, vuol dire che sbagliano tutti".

La morale la può trarre chiunque: non è un caso singolo quello della giovane - e manco laureata - ministra pidiellina. E' un (mal)costume consolidato che nessuno ha voglia di abbattere, e tutte le autorità locali si sbrigano ad osservare, in barba ad un evidente sperpero di risorse pubbliche, solo per compiacere ad alte cariche dello Stato.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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