Venerdì, 23 Giugno 2017 09:10

adozioni: la commissione non legge le email da un anno

La notizia ha dell'incredibile: le famiglie richiedenti adozione scrivevano via email all'indirizzo istituzionale sbandierato dalla Pubblica Amministrazione e nessuno rispondeva: la responsabile - la vicepresidente Silvia Della Monica - non ha guardato la posta ufficiale per 10 mesi e alla fine le email sono andate perse.

Dopo aver visto la scarsa produttività dei politici con questo articolo, passiamo ora ad altri organi della Pubblica Amministrazione.

La teoria: la Pubblica Amministrazione dovrebbe rispondere alle email su indirizzo istituzionale entro 60 giorni. La pratica: la Commissione Adozioni Internazionali (CAI) non rispondeva da 316. Il motivo è sconcertante: l'indirizzo di posta ufficiale era nelle sole mani dell'allora vicepresidente, Silvia Della Monica, anche ex magistrato, che per 10 mesi, precisamente dal 10 agosto 2016 ad oggi, non si mai è curata di leggere le email giunte e dopo poco la cartella si è intasata, scartando quindi ogni nuova email. Risultato: ogni nuova email dopo l'intasamento è andata persa.

Pensate: l'amministrazione aveva pubblicizzato l’hashtag #cairispondi proprio per promuovere un canale domanda - risposta tra cittadino e commissione. Invece nulla: le coppie adottive si erano addirittura recate davanti a Palazzo Chigi per far sentire la loro voce, dato che nessuno sembrava degnarsi di rispondere alle email che mandavano. Ed ora, dopo varie rimostranze, finalmente ecco svelato l'arcano, banale quanto tragico: semplicemente, da mesi nessuno leggeva le email, tanto che molte di esse sono andate perdute per sempre dopo che la relativa cassetta si è riempita e saturata.

Ecco la comunicazione secca sul sito ufficiale del Commissione Adozioni Internazionali:

In data 20 giugno 2017 si è rilevato che la casella di posta elettronica istituzionale risultava piena con restituzione al mittente delle email in arrivo. E’ emerso che tale situazione si protraeva da tempo e precisamente dal agosto 2016; tale casella di posta poteva essere visionata esclusivamente dalla ex Vice Presidente dott.ssa Silvia Della Monica con password riservata. Si è provveduto pertanto a svuotare la relativa casella che ora è pienamente operativa.

Lasciando da parte il gergo istituzionale e dovutamente garbato, ci dicono che la vicepresidente uscente della CAI, quella che predicava trasparenza e legalità come scuola di vita, per circa un anno non si è mai curata di scaricare la posta elettronica della commissione di cui lei sola deteneva l’accesso. Ed ovviamente non aveva alcuna voglia di perder tempo a rispondere.

Sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è: la Pubblica Amministrazione avrebbe l’obbligo di rispondere entro 60 giorni, mentre in verità dalla poltrona più alta dell’autorità pubblica non ha svolto la propria dovuta mansione per 316 giorni, casando oltretutto la perdita della maggior parte delle email perché esaurito lo spazio disponibile per archiviarle. E poi ci si lagna che le adozioni in Italia sono crollate del 50 percento in pochi anni.

A scoprilo è stato lo staff del nuovo vicepresidente, il giudice minorile Laura Laera, appena pochi giorni dopo l’insediamento e la presa di possesso dell’ufficio. Ora due dirigenti sono stati incaricati di leggere e controllare le mail in giacenza, per fornire subito una risposta tempestiva (si fa per dire) laddove necessario. Ma sui messaggi non recapitati è tutto inutile: sono persi.

E non è tutto: accanto al comportamento di Della Monica, certamente lesivo del diritto dei cittadini a una leale collaborazione da parte dell’amministrazione, emerge anche il problema ben più sostanziale dalla condotta poco lineare di un dirigente dello Stato, addirittura ex magistrato ed ex senatore in quota PD.

Infatti, è venuto a galla una questione di legittimità della commissione per le adozioni. Della Monica non ha mai convocato la commissione nell’arco di tre anni di gestione di fatto monocratica, con atti disposti, firmati e sottoscritti direttamente dalla vicepresidente: ai sensi del regolamento, per essere pienamente efficaci devono essere ratificati dall’organismo collegiale, pena la decadenza. Anche per questo motivo, la nuova vicepresidente, Laera, ha già annunciato di voler convocare la commissione entro l’estate.

E non è ancora finita: il 15 giugno Laera ha preso possesso dell’ufficio, ma non è avvenuto alcun passaggio di consegne, pratica che poteva individuare, nel marasma di 150 mila numeri di protocollo dell'ufficio, gli atti che presto sarebbero scaduti, diventando quindi carta straccia. D'altronde, Della Monica non ha mostrato alcun interesse per la continuità dell'ufficio: avvisata da tempo e ricontattata la stessa mattina del passaggio di consegne dalla segreteria dell'ufficio, non si è minimamente presentata all’appuntamento fissato da mesi - Laera era stata nominata già dal 19 febbraio.

E c'era un comitato d'onore, si fa per dire, che aspettava Della Monica allo scambio di consegne: il capo dipartimento, il segretario generale, il capo dell’ufficio del personale: mancava solo lei, dopo che per tre anni ha condotto in sostanziale regime autoritario la delicatissima macchina delle adozioni. Come al solito, chissà se la dottoressa in questione sarà anche minimamente sanzionata o se, come al solito per chi appartiene alla casta, continuerà impunita la sua carriera.

 

FONTE:https://www.investireoggi.it

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