Venerdì, 04 Gennaio 2013 13:00

addizionali regionali IRPEF: sempre più alte

A suo tempo - tutti ricordiamo la storia - fu abolito l'ICI. E nacquero nuove forme di imposte locali per bilanciare il mancato gettito fiscale alle casse di comuni e regioni. Poi l'ICI è ritornata con il nome IMU - molto peggio dell'ICI - ma le addizionali sono rimaste lì. Anzi, sono sempre aumentate. E per il futuro cosa ci si può attendere?

Tutto cominciò con il decreto legislativo n. 678 del 2011 sul federalismo fiscale, secondo cui esisteva la possibilità per le regioni di prevedere aumenti delle addizionali IRPEF come anche correttivi per quelle famiglie a basso reddito. Gli aumenti alle addizionali regionali IRPEF non potevano superare lo 0,50% per il 2013, l’1,1% per il 2014, fino ad arrivare al 2,1% nel 2015. Il decreto in questione aveva anche previsto l’entrata in vigore di tutta una serie di novità positive per le famiglie a basso reddito, tra cui la non applicazione dell’aumento allo 0,50% delle addizionali regionali IRPEF, soprattutto sui redditi fino a 15mila euro.

Ma il film qui sopra è durato poco: con la manovra salva Italia - il decreto legge n. 201/2011 convertito in legge n. 214 del 2011 - è aumentata l’aliquota base delle addizionali regionali IRPEF dallo 0,9% all'1,23% già dal 2011. Mentre dal 2013 scatta l’aumento allo 0,50% delle stesse addizionali che possono essere decise in piena libertà dalle stesse regioni.

E poi è arrivata la legge di stabilità 2013, l’ultimo atto del governo Monti che prevede lo slittamento al 2014 dell’introduzione di misure a favore delle famiglie a basso reddito, tra cui la non applicazione dell’aumento di 0,50% delle addizionali regionali IRPEF. Slittano anche le nuove misure relative alle detrazioni che possono essere previste in favore delle famiglia, da intendersi come le detrazioni familiari a carico previste dal TUIR. In tal caso l’agevolazione consiste in una maggiore detraibilità.

Insomma, le manovre salva Italia e di stabilità non sembrano aver salvato né dato stabilità alle vessate famiglie italiane: tutte le misure positive sono slittate a chissà quando, mentre sono stati attivati aumenti vertiginosi delle imposte già severissime. Una per tutte, il governo tecnico aveva annunciato la riduzione di un punto percentuale dellIRPEF per le fasce più deboli. Ma tra continui tira e molla, alla fine la legge non c’è stata. A quando la crescita economica di cui tutti i politici si riempiono la bocca?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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