Mercoledì, 25 Giugno 2014 14:00

addio marca da bollo al passaporto

In teoria, l'annoso bollo annuale al passaporto è stato eliminato: si paga solo al rinnovo del libretto, dopo dieci anni dall'emissione. In pratica, sono aumentate le tasse per l'emissione del libretto, quindi, a conti fatti, chi usa poco il passaporto in pratica ci rimette.

Le vacanze sono vicine. Qualcuno dovrà rispolverare il passaporto per qualche meta lontana - cioè fuori Europa.

Attenzione, perché da ieri qualche giorno le norme legate alle tasse di emissione e rinnovo del passaporto sono cambiate.

Come la marca da bollo, la tassa di 40,29 euro da pagare per il rilascio del passaporto, che poi diventava bollo annuale da apporre tute le volte che si viaggiava fuori Europa. Entrambe decadute in vierù della legge n. 89 del 23 giugno 2014, conversione del d.l. 66/2014.

Direte voi, bene: si paga meno tasse, una volta tanto. Invece no: la norma contestualmente modifica il costo per il rilascio del passaporto, ovviamente in aumento, che ora diviene di 73,50 euro più il costo del libretto, pari a 42,50 euro. E, come detto, la marca da bollo annuale non serve più.

 Infatti, l'obbligatorietà della marca da bollo sul passaporto esisteva soltanto per i viaggiatori verso Paesi extra Unione Europeae, e non serviva per spostamenti entro tale territorio (infatti, basta la carta d'identità ed in tal caso il passaporto non reca alcun "valore aggiunto" per il personale addetto ai controlli ai confini o all'aeroporto).

Certo, ciò semplifica la vita ai viaggiatori - non devono più preoccuparsi della scadenza della tassa annuale e rischiare conseguenti sanzioni, quindi addio marche da bollo acquistate il giorno prima della partenza (se non il giorno stesso, al tabaccaio dell'aeroporto) e magari lasciate lì nella speranza di un non controllo. Anche perché, a dirla tutta, le autorità estere competenti non si preoccupavano minimamente di controllare se il passaporto italiano fosse in regola o meno: la tassa, oramai si può dire, era una peculiarità ed una stranezza tutta e solo italiana. Negli altri Stati la marca da bollo sul passaporto non è mai esistita.

Però, è anche vero che lo Stato difficilmente abbassa le tasse senza "compensare" con altre gabelle: infatti, il vicepresidente dei senatori PD e capogruppo della commissione esteri, Giorgio Tonini, ha subito precisato che l'importo complessivo al rilascio del passaporto nuovo è stato aumentato proprio per compensare la mancanza degli introiti provenienti dalle marche da bollo. Come dire: globalmente, lo Stato nella situazione precedente - minore tassa al rilascio e rinnovo del passaporto ma tassa annuale per chi esce dall'Europa - portava meno tasse di quella attuale - tassa più alta al rilascio e rinnovo ma nessuna tassa annuale di utilizzo fuori Europa.

Infine, una precisazione: tutte le norme suddette si applicano al passaporto elettronico, quello cioè sempre in formato "libretto" ma con un microchip integrato sotto la copertina, ed un chiaro simbolo sulla copertina stessa: attraverso di esso si procede all'identificazione mediante il passaggio su un lettore ottico. Il passaporto elettronico contiene la foto del possessore e i suoi dati anagrafici, ma ha degli elementi in più, che consentono un'identificazione più precisa: impronte digitali e la firma digitalizzata.

Questo documento scade ogni dieci anni, quindi la tassa di rilascio suddetta diviene una pari tassa di rinnovo decennale, indipendentemente dall'utilizzo o meno fuori Europa. In realtà, non è neanche un vero rinnovo, in quanto viene riemesso "da zero" un nuovo passaporto elettronico, non esiste una marca da bollo con estensione di validità del vecchio passaporto proprio per la sua natura "elettronica".

Per completezza è il caso di rammentare che, per ottenere il passaporto elettronico, bisogna effettuare un versamento al Ministero dell'Economia tramite gli appositi bollettini prestampati reperibili presso gli uffici postali, indicando come causale "Rilascio Passaporto Elettronico". I tempi per riceverlo possono variare e vanno da 1 - 2 giorni a circa 15 – 20 giorni, nei periodi in cui c’è maggior richiesta - specialmente quelli estivi. In alcuni casi viene concesso un passaporto temporaneo, che permette di viaggiare fino a 12 mesi dalla data di rilascio: una soluzione pensata per chi non può rilasciare le impronte digitali per motivi fisici o per chi eccezionalmente non riesce ad ottenere il consueto passaporto elettronico.

 

FONTE: http://www.comuni.it

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