Lunedì, 26 Agosto 2013 14:00

730 "situazioni particolari", per i tanti che hanno perso il lavoro

Il c.d. "decreto del fare" istituisce il modello 730 per le "situazioni particolari", una nuova dichiarazione dei redditi per coloro hanno perso il lavoro e quindi non avrebbero più la possibilità di chiedere i rimborsi fiscali. Vediamo come funziona.

Il decreto legge n. 69/2013, altrimenti noto come "decreto del fare", introduce un nuovo tipo di modello di dichiarazione dei redditi, il modello 730 "situazioni particolari".

Come spiega l'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 28/E del 21 agosto 2013, il modello 730 "situazioni particolari" è assolutamente identico al classico modello di dichiarazione dei redditi presentato lo scorso maggio dai contribuenti, in cui però nella casella denominata "Situazioni particolari" posta nel frontespizio deve essere riportato il codice 1, ed al posto del codice fiscale del sostituto d'imposta, nella parte dedicata appunto ai dati del sostituto d’imposta, va inserita la sequenza numerica "20137302013".

La circolare spiega anche le relative scadenze: il nuovo modello previsto per i soggetti senza un sostituto di imposta (in quanto, ad esempio, hanno perso il lavoro) deve essere presentato dal 2 al 30 settembre ad un CAF o un professionista iscritto all'albo dei dottori. Questi entro l'11 ottobre consegna la dichiarazione elaborata al contribuente ed entro il 25 ottobre la trasmette telematicamente allaAgenzia delle Entrate.

In dettaglio, il modello in parola è utilizzato dai soggetti titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati che non hanno potuto presentare il modello 730 ordinario in mancanza di un sostituto d’imposta che potesse effettuare il conguaglio. E qui troviamo tutti coloro che avevano un lavoro nel 2012 ma anno durante l'hanno perso - e quindi nel 2013 non hanno più il sostituto d'imposta. Con questo modello, dichiarando il reddito percepito fintanto che si lavorava e tutte le detrazioni competenti, si riescono ad ottenere i legittimi rimborsi fiscali.

Ma attenzione: l'esito contabile finale non deve essere a debito (deve essere nullo o a credito). Cioè, il risultato della operazione "rigo 152 mod. 730-3 – rigo 151 col. 2 mod. 730-3" deve essere maggiore o uguale a zero.

Inoltre, proprio al fine di evitare l'erogazione di rimborsi non dovuti, che sarebbero successivamente recuperati dall’amministrazione finanziaria con l'applicazione di sanzioni e interessi, il soggetto che presta l’assistenza fiscale (CAF o intermediari abilitati come sopra spiegato) deve chiedere al contribuente che intende presentare la dichiarazione "730 situazioni particolari" se ha già utilizzato, in tutto o in parte, il credito derivante dalla dichiarazione per il pagamento di altre imposte (ad esempio, l’IMU o la TARES, attraverso la compilazione di un modello di delega F24 a compensazione). In tal caso affermativo, e qualora sussista ancora un credito a favore del contribuente, l'importo utilizzato in compensazione deve essere indicato nel quadro apposito (IMU nell'esempio).

Ed arriviamo al punto: i contribuenti che vogliono ottenere l'accredito dei rimborsi fiscali sul conto corrente bancario o postale, e che non hanno ancora comunicato il proprio codice IBAN, possono farne richiesta tramite apposito modello reperibile nel sito dell'Agenzia delle Entrate a questa pagina. Il modello, una volta compilato,va presentato direttamente dal contribuente in via telematica - se il contribuente è in possesso di pincode, cioè se è già registrato presso il sito dell'Agenzia delle Entrate - o fisicamente presso un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate, che provvederà ad acquisire le coordinate del conto corrente del richiedente.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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