Giovedì, 17 Aprile 2014 14:38

2 miliardi di euro: confiscati e lasciati a giacere

Sono tante le cose che si potrebbero fare con due miliardi di euro: benzina per i mezzi pubblici, nuove volanti della polizia e carabinieri, manutenzioni a palazzi dello Stato e patriminio artistico, e via dicendo. Invece, a quanto pare è lasciata nelle casse di EQUITALIA, in attesa di deciderne l'impiego.

Due miliardi di euro. E' la cifra stimata dal neo sindacato di polizia SED - Sicurezza E Diritti - che proviene dai beni a suo tempo confiscati alla criminalità organizzata e che tuttora giace senza destino nelle casse di EQUITALIA. Un miliardo di euro di contanti ed altrettanti di titoli. Confische, non sequestri: i beni che non potranno mai tornare nelle mani di mafiosi, camorristi o ‘ndranghetisti: sono di proprietà definitiva dello Stato. Cioè tutti noi che paghiamo le tasse e rispettiamo la legge.

Soldi che EQUITALIA amministra per conto dello Stato attraverso il FUG, il Fondo Unico Giustizia, che per l'appunto riceve denaro o proventi di sequestri e confische, e ha l'obbligo di versare le risorse nelle casse dello Stato: se e quando il Ministero del Tesoro li esigerà, quei 2 miliardi saranno messi a sua disposizione.

Secondo quanto detto ieri dalla presidente della commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, è solo una questione di tempi: "Noi ci siamo resi conto che se i mafiosi riescono a tenere per molto tempo alcuni beni è perché qualcuno si è girato dall’altra parte, è perché qualcuno gli ha dato una mano. Adesso noi chiediamo a tutti, dopo aver tolto i beni ai mafiosi, di dare una mano alle istituzioni per restituire questi beni alla comunità. Il procedimento di questi anni tra sequestro, confisca e assegnazione dura anche dieci anni, ma ci sono state buone pratiche che ci sono riuscite in cinque. Noi ci auguriamo di dimezzare questi tempi".

Insomma, le solite promesse del politico: ma poi, dicono dal SED, non cambia mai nulla.

Oltretutto, c’è anche un lunghissimo elenco di immobili confiscati, circa undicimila strutture. Secondo i termini di legge, il Ministero del Tesoro dovrebbe di vendere questi immobili entro 180 giorni dal provvedimento giudiziario (dopo aver verificato la possibilità che vengano utilizzati dalle Regioni e dallo Stato).

Ad esempio, gli immobili potrebbero ospitare i poliziotti, ma il Ministero risponde picche: "Il problema è che si tratta di edifici non destinati all’uso pubblico." - riferisce il SED - "Ci dicono dunque che non possono essere destinati a ospitare la polizia. Come la mettiamo con il 70 per cento dei commissariati d'Italia, che si trova in immobili privati? Il Ministero dell'Interno, cioè lo Stato, e cioè noi contribuenti, paga milioni di euro di affitto ai proprietari degli stabili, quando potrebbe decidere di destinare un bene confiscato a questo utilizzo".

Facciamo un esempio di questa pessima gestione. Frascati e Marino, due bellissimi Comuni dell'area dei Castelli Romani, hanno un commissariato ciascuno per cui il Ministero degli Interni paga oltre 450 mila euro all'anno di affitti a privati. Peccato che a metà strada tra l'uno e l'altro, più precisamente a Grottaferrata, esiste un ristorante, dal nome "la Bazzica", sottratto all'usura una decina di anni fa e affidato poi al Ministero per "finalità sociali". In verità, ormai del ristorante resta ben poco: nessuno ci ha mai fatto nulla e la struttura, che è grande circa mille metri quadri, oggigiorno cade in rivina ed abbandono. Addirittura, bastava sfruttare un finanziamento di 150 mila euro predisposto dalla regione Lazio.

Sostiene il SED: "Ristrutturarlo costerebbe un milione di euro, ma se poi accorpassero i due commissariati in due anni la cifra sarebbe ripagata". Insomma, non è mai troppo tardi per riparare ad una pessima gestione delle opportunità che la situazione offre.

Insiste il SED, e come non dargli ragione, che il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie indebolisce il consenso nei confronti delle grandi organizzazioni criminali, rafforzando la fiducia nelle istituzioni e instillando nella società civile l'idea che vivere nell'illegalità è una scelta che non paga. Peccato che l'intera frase, ad oggi, funziona al condizionale.

Ecco un'altra idea offerta al governo Renzi: in tempi in cui la coperta è troppo corta e si chiede al comparto sicurezza di stringere ulteriormente la cinghia, arrivando a ipotizzare tagli lineari alla Polstrada o alla polizia postale, quei 2 miliardi reinvestiti veramente sarebbero un ottimo segnale di inversione di rotta.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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